Trending News

Al Bano: “Sono stato sequestrato in Iran, chiuso un mese in hotel. Cosa voterò al Referendum per la Giustizia? Non lo direi neanche sotto tortura”

L'esperienza di Al Bano in Iran nel 1973 quando fu trattenuto per un mese in hotel. "Non era per motivi economici, ma religiosi"

di Redazione FqMagazine
Al Bano: “Sono stato sequestrato in Iran, chiuso un mese in hotel. Cosa voterò al Referendum per la Giustizia? Non lo direi neanche sotto tortura”

Al Bano si è esibito più volte in Iran, Paese al centro della guerra contro Stati Uniti e Israele. Il cantante pugliese ha vissuto un’esperienza drammatica in passato. Ieri 10 marzo, a “Un giorno da pecora”, Al Bano ha raccontato il suo rapporto con l’Iran: “Sono stato il primo a essere sequestrato a Teheran”.

Il primo viaggio a Teheran risale a giugno del 1969: “Portai anche Romina. C’erano 50mila persone ad aspettarmi all’aeroporto di Teheran, la polizia ci venne a prendere sotto l’aereo e ci porto’ direttamente in hotel. Nel tragitto, la follia: macchine che ci seguivano, suonavano il clacson e cantavano a squarciagola le mie canzoni”. Al Bano lo ha definito “un successo pazzesco, un trionfo”.

Poi, la seconda volta nel 1971, quando il cantante di Cellino San Marco venne chiamato dalla sorella dello Scià. Anche quella volta fu un successo. La terza e ultima volta fu nel 1973: “In questo caso vi posso assicurare che fui il primo sequestrato a Teheran. Il motivo? Stava iniziando il trionfo dei pasdaran”.

“Appena arrivato in aeroporto notai subito che qualcosa non andava e, morale della favola, fui sequestrato un mese in hotel”. Il motivo? “Mi rifiutai di cantare, non volevano pagare né restituirmi gli impianti luci e audio, che una volta portavano con loro gli artisti”.

E alla domanda se fosse intervenuta la Farnesina, Al Bano ha risposto senza esitazione: “No, neanche l’ambasciatore. Chiamarono un colonnello dello Scià di Persia che si rese conto della situazione e alla fine fui liberato”.

A distanza di tempo, Al Bano è riuscito a darsi una spiegazione: “Non è stato per motivi economici. Era una questione religiosa – ha spiegato a Un Giorno da Pecora -, i tempi stavano cambiando e io penso di esser stata la prima vittima”

E poi ancora: “Il Festival di Sanremo? Non vedo l’ora di ripartecipare, voglio farlo, ho sempre amato Sanremo. Se ho già telefonato a De Martino per dirglielo? Ancora no, ancora no”.

Il discorso si sposta sulla politica: “Nessuno mi ha chiamato, nessuno mi ha chiesto niente né per il sì né per il no, è una situazione delicata e io non ho mai detto se sono di destra, di sinistra o di centro, queste cose sono affari miei”.

Cosa voterò al Referendum per la Giustizia? – ha detto a AdnKronos – Non lo direi neanche sotto tortura. Andrò a votare come tutti i cittadini, sono un cantante e il mio compito non è quello di influenzare la gente. Ognuno faccia quello si sente di fare, grazie al cielo viviamo in una Nazione dove c’è la libertà di azione. Non dovrebbe essere un Referendum politico ma di contenuti”.

PERCHÉ NO

di Marco Travaglio e Silvia Truzzi 12€ Acquista
Precedente
Precedente
Successivo
Successivo
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione