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“Mi spaventa l’idea di andare in carcere da innocente. L’orario in cui è stata uccisa Chiara Poggi potrebbe essere spostato? La mia versione non cambia, non ho commesso io l’omicidio”: parla Andrea Sempio

Ospite a “Lo Stato delle Cose”, il 37enne di Garlasco ammette la forte preoccupazione data dalla possibilità di una condanna: “Se si va a processo, il rischio c’è e la cosa mi fa paura”. Ma esclude che eventuali nuove analisi sui dati medico-legali possano stravolgere la sua versione dei fatti: “Quello che ho fatto quella mattina non cambia in base ai risultati”

di Claudio Savino
“Mi spaventa l’idea di andare in carcere da innocente. L’orario in cui è stata uccisa Chiara Poggi potrebbe essere spostato? La mia versione non cambia, non ho commesso io l’omicidio”: parla Andrea Sempio

“Qualora si vada a processo, c’è ovviamente il rischio di una condanna e la cosa mi fa paura. Se viene spostato l’orario della morte? Io quello che ho fatto quella mattina l’ho già detto più volte, non cambia in base ai risultati che arriveranno dalla dottoressa Cattaneo”. Ad affermarlo è Andrea Sempio, l’uomo accusato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, che ha raccontato la sua versione dei fatti in una lunga intervista a “Lo Stato delle Cose”. Nel corso della trasmissione, andata in onda lunedì 9 marzo su Rai 3, il 37enne di Garlasco ammette la preoccupazione che la possibilità di essere condannato gli genera, ma si dice comunque fiducioso per il buon andamento delle indagini e ribadisce la sua estraneità ai fatti: “Non ho commesso io l’omicidio, può uscir fuori l’orario che sarà, a me non interesserà”.

“Se si va a processo, mi preoccupa il rischio di una condanna. Mi spaventa l’idea di andare in carcere da innocente”

A distanza di più di un anno dalla riapertura delle indagini da parte della Procura, Sempio spiega alla giornalista Ilenia Petracalvina come sta vivendo questo periodo: “È un’accusa pesantissima, io spero che questa sia l’ultima volta, che venga chiarito tutto e basta. E mi sembra che gli inquirenti stiano lavorando bene in questo senso. Il processo? Se arriverà lo affronteremo”, sottolinea. Intanto, però, il profilo psicologico del 37enne sarebbe sotto la lente di specialisti, che starebbero cercando di ricostruire gli aspetti della sua personalità che potrebbero essere d’interesse ai fini investigativi: “Il RaCIS sta tracciando un mio profilo psicologico? Così dicono. È vero che loro a casa mia hanno preso dei diari e dei quaderni, di sicuro hanno visto la parte di me in cui sei deluso per qualcosa o in cui stai soffrendo, ma hanno sia i momenti brutti sia i momenti belli”, risponde ancora Sempio.

Nonostante ribadisca a più riprese la sua presunta innocenza, il 37enne ammette anche il forte timore che prova pensando alla possibilità di una condanna per omicidio: “Qualora si vada a processo, c’è il rischio anche di una condanna. E la cosa mi preoccupa, mi fa paura. L’idea di un carcere da innocente fa paura? Certo, a chi è che non farebbe paura?”, sostiene. Poi aggiunge un commento su Alberto Stasi, l’allora fidanzato di Chiara che è stato condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco: “Se Stasi è in carcere da 10 anni, i suoi avvocati hanno sollevato dei dubbi e ciò ha portato a fare degli accertamenti, mi fa pensare che se dovesse accadere anche a me, in qualche modo riusciremmo a riaprire il tutto e andare a chiarirlo. L’ipotesi di essere un innocente in carcere mi spaventa? Sì, ma dubbi sulla sentenza di Stasi non ne ho avuti, non l’ho letta e non sono in grado di commentarla. Ad oggi non ho visto nulla che me la faccia smentire”.

Su questo punto, nel corso della trasmissione, è intervenuta anche l’avvocato di Sempio, la dottoressa Angela Taccia, che ha sottolineato la fiducia che il suo assistito ripone nelle indagini: “Ha la forza dell’innocenza. Teme che le cose possano anche non andare bene, dato che già sono successi casi in cui non andava tutto alla perfezione. Le indagini iniziali hanno mostrato i vari errori e spera che gli errori non capitino più”, ha detto il legale. Che poi ha precisato il significato delle parole di Sempio su Stasi: “Alberto Stasi per lo Stato italiano è colpevole e su questo non c’è dubbio perché c’è una sentenza passata in giudicato. Sempio con estrema serietà dice che non ha elementi per pensare il contrario, non ha letto le sentenze, cosa dovrebbe dire? È sincero. Chi può essere stato se non Stasi? Non abbiamo idea, lui quel giro di persone non lo frequentava proprio per la differenza d’età”.

“Un nuovo orario della morte? Non ho commesso io l’omicidio, non mi interessa. Lo scontrino l’ho consegnato in buona fede”

Le ultime indiscrezioni, inoltre, parlerebbero di una nuova relazione della dottoressa Cattaneo, incaricata dalla Procura di riesaminare gli elementi medico-legali della vicenda, che sarebbe a disposizione solo del procuratore Napoleone. All’interno del documento, sostengono alcuni, l’esperta proporrebbe uno spostamento dell’orario della morte di Chiara Poggi, ad oggi fissato tra le 9.12 e le 9.35 secondo la sentenza definitiva della Cassazione. Una eventualità, quella di una nuova ora del decesso, che se confermata rischierebbe di riscrivere il caso. Ma su questo aspetto Sempio si dice tranquillo in quanto sostiene di essere completamente estraneo ai fatti: “Io quello che ho fatto quella mattina l’ho già detto più volte, non cambia in base ai risultati che arriveranno dalla dottoressa Cattaneo. Quella mattina ero a Vigevano, poi vado da mia nonna e verso le 11.30 ricevo una telefonata da mia mamma che mi richiama a casa per il pranzo”, ribadisce.

A rafforzare la presunta veridicità della sua versione ci sarebbe l’ormai celebre scontrino del parcheggio di Vigevano che Sempio avrebbe consegnato il 4 ottobre 2008, durante una sit (sommarie informazioni testimoniali) con i Carabinieri: “Lo scontrino non l’avevo portato con me, io vado lì e mi chiedono ancora delle chiamate. Mi rimandano a casa, ero con mio padre, stavamo tornando a casa, mi richiamano indietro per farmi ancora delle domande. Mi chiedono del 13 agosto, io nomino lo scontrino, mi dicono che finito il verbale sarei dovuto andarlo a prendere. Torno a casa, lo riprendo, porto lo scontrino. Loro lo fotocopiano e via. Vedono che non mi sento bene, a un certo punto chiamano l’ambulanza. Noi abbiamo il verbale dell’ambulanza che certifica l’intervento, ma nel verbale (della sit, ndr) non c’è. Un errore che ho fatto è stato che negli anni passati io i verbali li ho accettati così com’erano”, è la versione dell’indagato.

Il 37enne, inoltre, racconta che sarebbe stato lui a ritirare il tagliando e non un altro individuo, come invece alcuni avrebbero sostenuto negli ultimi mesi. Un elemento, quello dello scontrino, sul quale si era espresso anche l’ex avvocato di Sempio, Massimo Lovati, secondo cui la mossa di consegnarlo sarebbe stata un’ingenuità: “Lo scontrino l’ho consegnato in buona fede, io racconto quella giornata, ho qualcosa che testimonia quello che ho fatto, lo porto. Poi se questa cosa ha valore o meno, lo decideranno loro. L’ho preso io, qualunque testimone che dica il contrario, sta dicendo una cosa falsa. Non sono preoccupato da quello che dirà la professoressa Cattaneo. Porterà i suoi risultati e vedremo. Non ho commesso io l’omicidio, può uscir fuori l’orario che sarà, non mi interessa”, precisa ancora.

E su questo punto si dice d’accordo anche l’avvocato Taccia, che però aggiunge un ulteriore elemento: “L’ingenuità non è stata consegnare lo scontrino, ma è stata non controllare i verbali prima di firmarli, perché lui non l’ha portato spontaneamente ma gliel’hanno chiesto. Lui ha fatto quello quella mattina, non cambierà versione se la professoressa Cattaneo dovesse spostare o allargare l’orario della morte. Ci sono anche delle sit dei genitori che all’epoca avevano risposto. Solo la madre nell’ultimo anno si è avvalsa della facoltà di non rispondere perché quello che doveva dire lo aveva già detto. Anche solo il fatto che la Procura non abbia mai chiesto o sequestrato questo scontrino, siamo stati noi a consegnarlo a scopo anche collaborativo”, afferma. E poi conferma la presunta autenticità del tagliando: “Non c’è nulla che faccia pensare ad oggi che sia falso. Lo scontrino è autentico, è stato preso da Andrea Sempio. vedremo se ci sono davvero testimoni veri, reali, sinceri, potranno confermare questa versione. Non possiamo sapere se dicono il contrario”.

“Chiara Poggi non passava i pomeriggi con noi, mi è capitato di incrociarla. Con suo fratello Marco ci sentiamo ancora, ci scambiamo messaggi di solidarietà”

Nella nuova indagine, aperta dalla Procura di Pavia nei primi mesi del 2025, assume un valore centrale il computer di Chiara Poggi, che secondo l’accusa potrebbe essere stato usato da Sempio con il fratello della vittima, Marco. Il 37enne, però, esclude che l’uso del pc di casa Poggi fosse finalizzato alla visione di materiale erotico: “Io e Marco Poggi non guardavamo assieme i video porno, non sarebbe stato un problema dirlo se fosse successo. Andavo nei weekend o uno-due giorni a settimana, compatibilmente con gli orari della scuola. Le persone si aspettano che Chiara passasse i pomeriggi lì a casa con noi, ma lei lavorava, è capitato di incrociarla. Alberto Stasi? Non l’ho visto in casa con Chiara”. Attualmente anche il computer dello stesso Sempio sarebbe stato sequestrato dagli inquirenti, che lo starebbero analizzando: “Se controllano il mio pc, può essere che trovano materiale pornografico, ma nulla di riferito a quel periodo. È un computer che ho usato negli ultimi 5-6 anni. Materiale pornografico non tanto, ma cose legate alla mia intimità sì”, spiega.

Al termine dell’intervista, infine, Sempio ribadisce la sua totale estraneità, sottolineando che non avrebbe avuto alcun motivo a compiere un atto del genere e che l’unico elemento che lo collegava a Chiara fosse l’amicizia con il fratello minore: “Finora un movente non si è ancora sentito. Non c’è un altro collegamento tra me e lei, non c’è uno scambio di messaggi. Non è perché frequentavo il fratello, quindi vedevi la sorella allora a posto. No, manca il collegamento, manca la spiegazione. Ad oggi non l’abbiamo ancora vista, non è nel mio PC”. Nonostante la vicenda lo veda al momento protagonista delle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi, Sempio conferma di aver mantenuto i rapporti con Marco: “Con Marco Poggi ci sentiamo qualche volta sul telefono. Questa cosa pesa su di me, ma ovviamente ha un grandissimo peso anche su di lui e sulla sua famiglia. Sono tanti messaggi di solidarietà perché è un colpo per entrambe le famiglie”.

Il perito informatico di Stasi: “Escludo che Chiara Poggi sia entrata nella cartella ‘Militare’”

Nel corso della trasmissione, inoltre, Giletti mostra l’intervista al dottor Alessandro Borra, perito informatico del team difensivo di Alberto Stasi, che avrebbe risposto alla versione presentata dai consulenti della parte civile, secondo cui Chiara avrebbe visto la foto di una donna con i pantaloni abbassati sul computer dell’allora 24enne: “La chiamerei forzatura, perché i consulenti tecnici della parte civile non hanno approfondito l’origine di questo dato, chi ha fatto l’accesso? Chiara Poggi o il sistema? Quando siamo al computer, ci sono cose che il computer fa perché glielo diciamo noi e altre che fa in automatico. Un esempio è l’antivirus: se stiamo lavorando a un documento, nel frattempo l’antivirus, nel controllare tutti i file, li fa risultare come se fossero stati aperti”. Alla luce della sua analisi come esperto di parte, inoltre, Borra afferma: “Possiamo escludere che Chiara Poggi sia entrata nella cartella ‘Militare’”.

La cartella in questione sarebbe diventata nota perché al suo interno Stasi avrebbe conservato del materiale pornografico presumibilmente scaricato da internet: “Questa cartella conteneva 100 immagini di aeroplani ed elicotteri. Conteneva una cartella che si chiamava “Nuova cartella”, al cui interno vi erano diverse cartelle ognuna contenente materiale classificato in qualche maniera. Sono immagini erotiche, anche pornografiche, diciamo pornografiche lievi. Non ho avuto contezza che questo materiale fosse raccapricciante come lo hanno definito i giudici”, afferma. Secondo il perito, inoltre, nel momento in cui secondo alcuni Chiara avrebbe visionato le immagini erotiche conservate nel PC di Stasi, ci sarebbe invece stata un’intensa attività sulla tesi di laurea: “Noi vediamo che Alberto Stasi esce dalla casa di Chiara alle 21.57 e vediamo che prima del rientro di Alberto Stasi è stato effettuato un salvataggio alla tesi di laurea, con accrescimento di testo. C’è un’attività continua di copiatura sulla copia pennetta, contemporaneamente Chiara Poggi stava anche lavorando alla tesi”, conclude.

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