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“L’elaborazione del lutto di James Van Der Beek è in corso. Mi ha colpito molto come padre di famiglia. Ho fatto lo screening a 46 anni”: Joshua Jackson rompe il silenzio

L'attore di "Dawson's Creek" ricorda l'amico scomparso per cancro al colon-retto e promuove l'importanza dello screening

di Redazione FqMagazine
“L’elaborazione del lutto di James Van Der Beek è in corso. Mi ha colpito molto come padre di famiglia. Ho fatto lo screening a 46 anni”: Joshua Jackson rompe il silenzio

Joshua Jackson rompe il silenzio dopo la morte dell’amico e collega di “Dawson’s Creek”, James Van Der Beek, morto a febbraio all’età di 48 anni dopo aver rivelato di aver ricevuto una diagnosi di cancro al colon-retto. “Penso che questo lutto colpisca in diversi modi – ha detto a Today -. Come padre, credo che l’enormità di quella tragedia per la sua famiglia mi colpisca in modo molto diverso rispetto a come semplice collega. Quindi credo che l’elaborazione del lutto sia ancora in corso“.

E ancora: “Io e lui abbiamo condiviso questo periodo meraviglioso… Ed è stato formativo per noi. So che entrambi ricordiamo quel periodo con grande affetto, ma devo anche dire che so di essere solo una nota a margine di ciò che ha effettivamente realizzato nella sua vita”.-

“È diventato quello che una volta chiamavamo semplicemente un brav’uomo, un uomo con quel tipo di convinzione, – ha continuato – quel tipo di fede che gli ha permesso di affrontare l’impossibile con grazia, un compagno e un marito incredibile, un vero uomo che si è fatto avanti per la sua famiglia e un padre meraviglioso, gentile, curioso, interessato e devoto”.

Jackson che ha 47 anni ha parlato anche della prevenzione: “Ho quell’età, giusto? Come tante persone, la mia famiglia è stata toccata dal cancro. Ai ragazzi non piace parlarne. Non ci piace andare dal medico, non ci piace affrontare queste cose. E so che in molti modi nella vita, come quella sensazione di rigidità, può essere utile, ma in questo caso non è affatto utile“. Mi sono sottoposto allo screening a 46 anni. Non mi ero reso conto che l’avessero abbassato a 45. Pensavo di essere molto più avanti. Anche il più piccolo cambiamento, potrebbe essere qualcosa, ma… Non pensate che l’assenza di sintomi significhi che non dovete sottoporvi allo screening, soprattutto per una malattia così curabile se diagnosticata precocemente. È proprio questo che voglio far capire”.

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