Cinema

Al via a Milano le riprese di “Il mio nome è Carlo”: la vita di Acutis, il santo dei millennial, diventa un film per Canale 5

Samuele Carrino veste i panni di Carlo Acutis in una pellicola diretta da Giacomo Campiotti. Le riprese si sposteranno poi ad Assisi per raccontare una vita eccezionale divisa tra fede e passione per l'informatica

di Redazione FqMagazine
Al via a Milano le riprese di “Il mio nome è Carlo”: la vita di Acutis, il santo dei millennial, diventa un film per Canale 5

Il primo ciak è risuonato tra le strade di Milano, la città che lo ha visto crescere e formarsi. Sono ufficialmente iniziate nel capoluogo lombardo le riprese di “Il mio nome è Carlo”, il nuovo film per la televisione destinato ad andare in onda prossimamente su Canale 5, interamente dedicato alla vita di Carlo Acutis. Conosciuto ormai a livello globale come il “santo dei millennial”, Acutis è la figura che più di ogni altra è riuscita a creare un ponte tra la spiritualità tradizionale e le nuove generazioni, unendo la devozione religiosa alle potenzialità della tecnologia.

Il cast e la produzione

Coprodotta da RTI e Skipless Italia, la fiction vanta la regia di Giacomo Campiotti, il quale ne firma anche la sceneggiatura a quattro mani insieme a Carlo Mazzotta. Ad assumersi l’importante responsabilità di dare il volto al protagonista quindicenne è Samuele Carrino, giovane talento che ha recentemente commosso il pubblico prestando il volto ad Andrea Spezzacatena nel film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”. Al suo fianco, nel delicato ruolo della madre Antonia Salzano, reciterà Lucia Mascino, interprete di grande esperienza e volto noto del piccolo schermo grazie alle sue partecipazioni a serie di enorme successo come “Suburra”, “Don Matteo” e “I delitti del BarLume”.

Le tre tappe di una vita straordinaria

Il racconto televisivo, condensato in circa cento minuti di pellicola, sceglie di strutturarsi attraverso tre momenti anagrafici e spirituali cardine dell’esistenza di Carlo. La narrazione prende il via dalla sua infanzia a sei anni, un’età in cui il bambino manifestava già una sensibilità spirituale rara e fuori dal comune. Il secondo atto esplora la fase degli undici anni, descrivendolo come un ragazzino curioso e brillante, per poi culminare nell’anno del suo primo affaccio al liceo. Siamo nel 2006, Carlo frequenta l’Istituto Leone XIII di Milano, dove i professori lo ricordano affettuosamente come “il Carlo delle domande” per la sua insaziabile voglia di comprendere il mondo. È la fase di un adolescente consapevole e determinato, il cui percorso viene però bruscamente interrotto da una leucemia fulminante che se lo porta via a soli quindici anni.

Ciò che ha reso Carlo Acutis un simbolo assoluto di modernità è stata la sua straordinaria passione per l’informatica. In un’epoca in cui il web iniziava a plasmare le abitudini globali, Carlo utilizzava le sue competenze tecnologiche per diffondere contenuti religiosi, dimostrando come la rete potesse diventare un potente strumento di carità. Dopo le scene milanesi, il set è destinato a spostarsi ad Assisi, luogo profondamente legato alla sua anima e oggi meta incessante di pellegrinaggio. L’impatto della sua figura lo ha portato al riconoscimento altissimo della santità nel 2025.

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