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“Sono bloccata in Italia per colpa della guerra in Iran. Voglio tornare dalla mia famiglia anche se bisogna nascondersi nei rifugi”: le parole di Noa

La cantante, in Italia per lavorare a un festival, è temporaneamente bloccata a Firenze a causa della situazione internazionale che le impedisce di tornare a casa, e lancia un messaggio di pace intonando una preghiera in chiesa pubblicata sui propri social

di Redazione FqMagazine
“Sono bloccata in Italia per colpa della guerra in Iran. Voglio tornare dalla mia famiglia anche se bisogna nascondersi nei rifugi”: le parole di Noa

Un canto per la pace. Noa condivide sui social il momento in cui, nella chiesa francescana di San Salvatore al Monte, a Firenze, intona una tradizionale canzone dello Shabbat. “Accogliendo gli angeli della pace, dal mio ‘esilio’ a Firenze. Prego che proteggano la mia famiglia e tutte le anime innocenti” scrive nella didascalia che accompagna il post. La cantante israeliana è rimasta bloccata nel capoluogo toscano dopo l’attacco all’Iran, e deve aspettare prima di poter tornare a casa.

Le parole di Noa

Ma che cosa ci fa Noa in Italia? L’artista sta lavorando alla preparazione del festival Re-Imagine Peace, rassegna che a luglio riunirà artisti israeliani e palestinesi, nata con lo scopo di promuovere la convivenza e il confronto tramite musica e arte. Al momento però è bloccata nel Bel Paese proprio per quello che sta succedendo in queste settimane a livello internazionale. Intervistata da Repubblica, Noa spiega: “Se tutto va bene tornerò martedì notte con un volo da Roma a Tel Aviv. È pericoloso, ma preferisco stare con la mia famiglia anche se giorno e notte bisogna nascondersi nei rifugi”. “Mi sono sentita male quando l’ho saputo”, dice a proposito dell’attacco all’Iran, e ‘rimprovera’ i potenti che in questo momento stanno agitando i popoli a ogni latitudine: “È un gioco politico più grande del conflitto tra Israele e Iran. È un incubo per noi. Sento che siamo nelle mani di leader che danno le nostre vite per scontate. In Russia, Iran, Cina, negli Stati Uniti. Sono molto arrabbiata”.

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