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“Il mio pitone è a digiuno da 4 mesi perché i negozi non vendono più topi vivi, e lui non vuole quelli congelati. Aiutatemi, rischia di morire di fame”: la storia di Snake

L'appello dei proprietari del pitone che non mangia da diversi mesi poiché il suo cibo 'preferito' scarseggia

di Redazione FqMagazine
“Il mio pitone è a digiuno da 4 mesi perché i negozi non vendono più topi vivi, e lui non vuole quelli congelati. Aiutatemi, rischia di morire di fame”: la storia di Snake

Qualcuno potrà pensare che il palato di Snake è stato abituato troppo bene, qualcun altro che anche i rettili fanno i capricci e inscenano lo sciopero della fame. Ad ogni modo Snake, così si chiama il protagonista di questa storia, rischia di morire di fame, e i suoi proprietari lanciano l’allarme chiedendo aiuto.

La storia di Snake

Il pitone reale mangia ogni 3-4 mesi, non tutti i giorni, e sin da subito Snake è stato abituato dalla famiglia che lo ha adottato a mangiare topi vivi, bianchi e piccolini. Peccato che non se ne trovino più e il rettile non abbia intenzione di nutrirsi d’altro. Emiliano Zambelli Gat, il suo proprietario, si sfoga dalle pagine del Gazzettino: “Ci trovavamo bene a Belluno, li prendevamo in negozio. Sono proprio topi da alimentazione, altrimenti andavamo a Sedico. E ci siamo sempre trovati bene ma da qualche tempo non li tengono più. Ci hanno detto che le leggi si sono fatte sempre più stringenti e hanno deciso di sospendere il rifornimento da un mese all’altro, all’improvviso. Ho provato a cercare allevatori privati, altri negozi, non so più cosa fare“.

Una corsa contro il tempo

Diversi esercizi propongono alternative come topi congelati, ma Snake non sa che farsene: “Abbiamo provato a dargli il topo congelato e il pollo nel sangue ma niente, non ne vuole sapere. Anche il veterinario ci ha detto che se per 15 anni è stato abituato in un certo modo non mangerà altro. Bisognerebbe andare dal veterinario e intubarlo ma si può fare un paio di volte al massimo”. Il tempo stringe, il pitone non mangia da 4 mesi e la vicenda potrebbe finire male: “Se ci sono allevatori privati o qualcuno è a conoscenza di un’attività commerciale che vende topi vivi ci faccia sapere, siamo davvero preoccupati. Tentiamo tutte le strade pur di salvarlo”, sono le parole della famiglia.

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