Cinema

Papaleo, Pandolfi, Scalera vanno in carcere per il bene comune: “C’è bisogno di una educazione sentimentale e sessuale. Il modello imperante anche in tv è il pitbull”

Il nuovo film "Il bene comune" diretto e interpretato da Rocco Papaleo con Scalera e Pandolfi. Dal 12 marzo la storia di detenute sul Pollino

di Andrea Conti

Si intitola “Il bene comune” il nuovo film di e con Rocco Papaleo, in uscita il 12 marzo al cinema. Scritto dall’attore e regista lucano insieme a Walter Lupo, nel cast, tra gli altri, ci sono anche Vanessa Scalera, Claudia Pandolfi e Teresa Saponangelo. Il film ruota attorno a una guida turistica e un’attrice di “insuccesso” che accompagnano quattro detenute sul massiccio del Pollino, alla ricerca del secolare Pino Loricato. Il cammino diventa un viaggio di trasformazione, fatto di incontri e cambiamenti, scandito da una musica che prende forma passo dopo passo, fino a diventare una voce collettiva capace di tenere insieme corpi, emozioni e storie diverse.

“L’idea del film nasce in origine proprio quando sono venuto a conoscenza del Pino Loricato, questo albero secolare che si trova soltanto nel Parco del Pollino, tra Basilicata e Calabria. – ha spiegato Papaleo a FqMagazine – Da qui l’idea della gita. Poi sono venute fuori altre cose, come le visite nelle carceri che ho fatto, soprattutto nel carcere femminile di Rebibbia, dove ho conosciuto delle detenute, una era veramente simpatica ma di un’umanità strabordante. Quindi mi è venuta voglia di raccontare queste donne che stanno in carcere, ognuno con le sue motivazioni, diciamo, anche con i suoi errori, e in qualche modo ho avuto anche la possibilità di raccontare una redenzione“.

Il film si concentra anche sulla capacità di ascoltare: “Forse chi ascolta deve avere un piccolo sforzo, sintonizzarsi sul narratore, perché abbiamo bisogno di conoscerci, abbiamo bisogno di conoscere le storie degli altri, per confrontarle con la nostra e in qualche maniera empatizzare. Si giudica con troppa facilità soprattutto perché tutti hanno bisogno di sfogare la propria frustrazione, il proprio malessere. Uno sfogo usato con cattiveria, diciamo per una specie di rivalsa”.

Vanessa Scalera non ha dubbi: “Sono pochissimi i carceri illuminati, c’è quello di Opera perché favorisce il reinserimento delle detenute. Però parlando di esperienza vissuta da alcuni miei amici che lavorano in carcere, sono davvero pochissimi i casi in cui si lavora seriamente per reinserire i detenuti nella società dopo lo sconto della pena”.

A proposito della violenza sulle donne Claudia Pandolfi ha detto che è davvero un peccato che “non venga considerata l’educazione sesso-affettiva nel nostro Paese. Con le conseguenze che vediamo cambia il nome della vittima, ma la modalità è sempre quella. Quindi siamo ancora molto indietro, anzi, siamo forse regrediti, se possibile, ancora di più perché c ‘è questa specie di aggressività che prende il sopravvento in tutte le sfere sociali e di comunicazione”.

Scalera ha aggiunto: “Ormai anche in tv è più interessante chi è aggressivo e giudicante. È più interessante fare il pitbull che il chihuahua. Il pitbull per un ragazzo può sembrare il modello imperante, basta accendere la tv“.

Rocco Papaleo ha concluso. “Il bene comune è stabilire un livello sotto il quale nessuno essere umano può scendere”.

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