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“Non voglio lavorare nell’opera e nel balletto, non importano più a nessuno”: da Bolle ai teatri internazionali, la ‘rivolta’ dopo le parole di Timothée Chalamet

Da New York a Londra, passando per Roma e Milano, le reazioni non si sono fatte attendere. Tra queste anche il coreografo Luciano Cannito che sbotta: "E io non voglio venire a vedere i tuoi film del ca**o, ok?"

di Redazione FqMagazine
“Non voglio lavorare nell’opera e nel balletto, non importano più a nessuno”: da Bolle ai teatri internazionali, la ‘rivolta’ dopo le parole di Timothée Chalamet

È bufera su Timothée Chalamet. In una conversazione con Matthew McConaughey per Variety, i due discutono della ridotta capacità di attenzione da parte del pubblico e se ci sia interesse per film dal ritmo più lento, in un’epoca in cui gli spot durano pochi secondi e le pellicole si guardano sullo smartphone. Chalamet osserva che gli spettatori più giovani sembrano rappresentare una piacevole eccezione, citando il successo di Frankenstein su Netflix, aggiungendo: “Ammiro le persone, e l’ho fatto anch’io, che vanno a un talk show e dicono: ‘Ehi, dobbiamo mantenere vivi i cinema, dobbiamo mantenere vivo questo genere'”, poi però pronuncia parole poco felici e che lasciano di sasso lo stesso McConaughey: “Non voglio lavorare nel balletto o nell’opera, dove la gente dice ‘Ehi! Mantenete viva questa cosa, anche se a nessuno importa più‘”, continua ridendo prima di provare a correggere il tiro: “Tutto il rispetto per la gente del balletto e dell’opera là fuori…”.

Le reazioni del mondo dell’opera

Il mondo del teatro e della danza non è rimasto in silenzio e ha risposto in massa. Sono davvero tante le realtà che si sono espresse: ballerini, coreografi, istituzioni culturali e compagnie di danza. Il Royal Ballet and Opera di Londra sui social ha scritto: “Se ci ripensi, le nostre porte sono aperte per te” e ha rilasciato una dichiarazione all’Hollywood Reporter che recita: “Il balletto e l’opera non sono mai esistiti in modo isolato: hanno continuamente informato, ispirato ed elevato altre forme d’arte. La loro influenza si percepisce nel teatro, nel cinema, nella musica contemporanea, nella moda e oltre. Per secoli, queste discipline hanno plasmato il modo in cui gli artisti creano e il pubblico vive la cultura, e oggi milioni di persone in tutto il mondo continuano ad apprezzarle e a interagire con esse”.

Il Metropolitan Opera ha dedicato un reel a Chalamet mostrando tutte le persone che lavorano nel settore e che con dedizione contribuiscono alla messa in scena di spettacoli applauditi da teatri pieni; l’Opéra di Parigi ha proposto una parte di Nixon in China con gli attori che recitano intorno a un tavolo da ping pong, centrale nel film Marty Supreme con il quale Chalamet è in corsa per gli Oscar, scrivendo: “Plot twist! Nell’opera esiste anche il ping pong”.

Geniale la trovata del Seattle Opera, che offre un codice sconto ‘Timothee’ del 14% rifacendosi alle parole con cui l’attore ha accompagnato la sua infelice uscita (“Ho appena perso 14 centesimi di spettatori”).

Le reazioni italiane

Tante anche le voci che si sono sollevate in casa nostra sul ‘caso’ Chalamet. Il Teatro dell’Opera di Roma su Instagram ha scritto: “Ciao Timothée, sappiamo che sei un tifoso della Roma ma qualcosa ci dice che dovresti allargare i tuoi orizzonti e venire a trovarci: scopriresti anche altre passioni. Perché sì, l’opera e la danza sono vive, a Roma e in tutto il mondo: perdersele è un vero peccato”

Il Teatro alla Scala di Milano ha invece pubblicato le immagini di un sipario che si chiude mentre il pubblico applaude fragorosamente. “Sembra che a qualcuno importi. E se vieni a trovarci potresti scoprire che importa anche a te”, la nota del teatro meneghino.

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E ancora Roberto Bolle che condivide la clip di Variety accompagnandola a una emoticon di sbigottimento, e Luciano Cannito, protagonista di un reel in cui fa il verso all’attore pronunciando parole di fuoco: “E non ci lavorare, che cavolo ce ne frega a noi di te. Sei nato nel 1995, si sente odore di latte, e per te sta scomparendo il mondo del balletto e dell’opera? Poverino. E io non voglio venire a vedere i tuoi film del ca**o, ok? Siamo uno a uno, tu non vieni a vedere noi e noi non veniamo a vedere te”.

La corsa agli Oscar per Timothee Chalamet finisce qui?

A una settimana dagli Oscar, le parole di Timothee Chalamet rischiano di avere per lui un effetto boomerang. Malgrado sia tra i favoriti per la statuetta come miglior attore protagonista grazie al film Marty Supreme (per il quale ha già vinto il Golden Globe), questa sua recente ‘sparata’ potrebbe segnare un brusco stop nella corsa all’Oscar. Perché a volte il tempismo è tutto.

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