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“Mi vedevo brutta e sbagliata, ma dopo 13 anni di terapia mi accetto per come sono”: parla Anna Lou Castoldi

La figlia di Asia Argento e Morgan si racconta a "La Stampa": l'adolescenza travagliata, il rapporto con i social e il legame con il nonno Dario Argento

di Redazione FqMagazine
“Mi vedevo brutta e sbagliata, ma dopo 13 anni di terapia mi accetto per come sono”: parla Anna Lou Castoldi

Soffrivo di dismorfofobia, mi vedevo brutta e sbagliata“. Anna Lou Castoldi si racconta sulle pagine de “La Stampa”. La figlia di Asia Argento e Morgan torna con la memoria al periodo dell’adolescenza, complicato non solo per lei ma per molte persone. “Scopri sentimenti diversi: cambiamenti fisici, paura di crescere, insicurezze” spiega, “Poi fortunatamente i problemi di superano. Dopo 13 anni di terapia ora mi accetto per come sono”.

Il rapporto con i social

Anche per questo ha deciso di dosare il suo rapporto con i social: “Il problema è che sono fatti apposta per renderci dipendenti” fa sapere, “Così ho deciso di starne lontana: ho un mio account Instagram dove condivido solo la mia arte e gli aspetti lavorativi. Non monetizzo me stessa. E poiché non voglio esserne dipendente, lascio senza problemi il telefono spento o a casa anche per giorni”.

L’amore per il nonno, Dario Argento

Quando parla dei propri affetti, la 24enne restituisce un’immagine di suo nonno Dario Argento che può sorprendere chi è abituato a pensarlo solo come il genio dell’horror. “Un gran simpatico” dice lei. “L’amore del nonno è indescrivibile. Se ho un problema o una curiosità è anche a lui che mi rivolgo. Non ci si crede: ma è un nonno classico”.

Con una mamma attrice e un padre musicista, Anna Lou ha sperimentato entrambi gli ambiti, ma al momento a vincere è la passione per la musica: “Faccio la dj e mi piace molto suonare la mia musica davanti a un pubblico” racconta ancora. “Mi sto concentrando su questo aspetto: studio produzione elettronica. Una musica, però, che non ha nulla a che fare con quella di papà, che si muove decisamente fuori dalle sue orme”.

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