La cantante BigMama è riuscita a tornare in Italia da Dubai. Nei giorni scorsi l’artista aveva lanciato diversi appelli sui social chiedendo aiuto dopo essere rimasta bloccata negli Emirati Arabi Uniti, a causa delle tensioni militari nella regione che hanno portato alla temporanea chiusura dello spazio aereo e dell’aeroporto di Dubai.
E a poche ore dall’arrivo, BigMama ha pubblicato sui social un lungo sfogo: “Ci tengo a chiarire, prima di leggere ulteriori fake news sul mio conto, che io e la mia ragazza siamo rientrate a casa da Dubai con la stessa compagnia aerea del viaggio originale. Dopo giorni di chiamate e di attesa in aeroporto siamo riuscite, con altri italiani incontrati in hotel, a cambiare il nostro biglietto. Biglietto che avevo pagato con i miei soldi, come il taxi che ho utilizzato per arrivare in aeroporto a Dubai”
“Sono una cittadina italiana con residenza a Milano e pago le tasse allo Stato”
Poi la cantante ha ribadito di essersi sempre “schierata contro ogni tipo di guerra e continuerò a farlo. Mi sento profondamente privilegiata perché posso scrivere queste parole da casa mia. Ci sono persone che la guerra la vivono ogni giorno, in posti molto meno sicuri. La guerra dovrebbe fare schifo a tutti, anche a te”, ha chiosato rivolgendosi ai suoi follower.
Poi è tornata sulla sua esperienza: “Sono una cittadina italiana con residenza a Milano e pago le tasse allo Stato. Ho anche il diritto di chiedere aiuto, se serve, a prescindere dai miei ideali politici. Mi sembra grave non saperlo e non riconoscerlo”. Un passaggio anche su come non sia vero che abbia detto di “odiare l’Italia” e ancora, un racconto dettagliato del suo travagliato viaggio: “Il mio aereo, partito da Malè alle 10:15 del 28 febbraio, doveva arrivare a Dubai alle 13:40 per uno scalo di quattro ore per farci poi rientrare a Milano-Bergamo in serata. Mentre eravamo in dirittura di arrivo su Dubai, l’aereo ha iniziato a girare sugli Emirati non riuscendo ad atterrare poiché, come segnalato dal pilota, l’aeroporto era chiuso”. Quindi è stato dirottato a Fujairah. “Con dei pullman, in un paio d’ore, ci hanno portati in un hotel a Dubai e io fino a quel punto non ero riuscita a collegarmi a internet per capire cosa stesse succedendo”.
La paura è arrivata poco dopo: appena entrata in camera, racconta, la prima cosa sentita è stato “un missile intercettato sopra il nostro albergo. In quella camera io non sono mai più entrata e ho iniziato a vegliare da quel giorno con gli altri nell’atrio dell’hotel (…). C’è una grande differenza tra chi vive un avvenimento del genere chiuso in un hotel di una città che non conosce, lontano da tutto, e una persona che in quel luogo ha nucleo, casa, famiglia, macchina, conoscenze, opportunità e amici”.
Infine una chiosa rivolta a chi, in questi giorni, l’ha attaccata: “Vergogna a tutte le persone che in un momento così delicato hanno deciso di attaccarci, infangare la nostra reputazione, mentire. Vergogna a chi ci ha augurato di morire lontani da casa e dalla nostra famiglia. La vostra ignoranza è disarmante, ma spiega tante cose. Sono felice di non essere come voi, fate schifo”.