Crime

Il delitto di Garlasco è stato una spedizione punitiva? Roberta Bruzzone rivela a Quarto Grado di avere dei file audio che potrebbero riscrivere l’omicidio di Chiara Poggi

di Vittorio Saladini
Il delitto di Garlasco è stato una spedizione punitiva? Roberta Bruzzone rivela a Quarto Grado di avere dei file audio che potrebbero riscrivere l’omicidio di Chiara Poggi

Roberta Bruzzone ha in mano qualcosa di clamoroso. Qualcosa che a vent’anni di distanza dal delitto di Garlasco potrebbe riscrivere l’omicidio di Chiara Poggi. La criminologa, nel corso della trasmissione Quarto Grado, ha confessato di essere in possesso di alcuni file audio contenti un’altra verità, una nuova ricostruzione dell’omicidio della ragazza ipotizzando una spedizione punitiva ai suoi danni. Ricostruzione alla quale va detto: non crede.

Secondo queste “voci insistenti” «che mi sono arrivate in questi giorni da persone autorevoli, soggetti che in questa storia hanno un ruolo a vario titolo in questa vicenda, Chiara Poggi sarebbe stata uccisa dopo aver scoperto un presunto giro di cocaina che avrebbe coinvolto amici e conoscenti, tra cui Andrea Sempio, le gemelle Cappa e suo fratello Marco». «Una volta scoperto la presenza della cocaina, Chiara si sarebbe rivolta allo zio Ermanno Cappa che preoccupato avrebbe informato Stefania Cappa. A sua volta la ragazza avrebbe avvertito Sempio e Michele Bertani, il ragazzo scomparso qualche anno fa prematuramente per suicidio. Insieme avrebbero organizzato una spedizione punitiva presso l’abitazione di Chiara Poggi».

Una ricostruzione che per Roberta Bruzzone, come detto, sarebbe semplicemente “delirante“, ma gli audio in suo possesso raccontano esattamente questa ipotesi e sono stati diffusi. Nel corso della trasmissione la criminologa ha annunciato la propria disponibilità a consegnare alla magistratura di Milano gli audio in possesso perché si faccia chiarezza su chi stia alimentando queste tesi, che al momento, va sottolineato, non trovano alcun riscontro nelle indagini ufficiali della Procura di Pavia.

Nel frattempo sta giungendo a compimento l’inchiesta bis della Procura di Pavia. Nei giorni scorsi è stata depositata la BPA (Bloodstain Pattern Analysis) della professoressa Cristina Cattaneo, mentre la difesa di Alberto Stasi, l’ex fidanzato condannato in via definitiva per l’omicidio, ha presentato una nuova perizia informatica sul suo computer. Secondo gli esperti della difesa, alcuni accessi registrati nel sistema operativo Windows XP sarebbero stati interpretati erroneamente come attività umane. Il riferimento è relativo alla cosiddetta “cartella militare” che nel recente passato aveva alimentato dubbi su cosa fosse accaduto sul pc la sera del 12 agosto 2007.

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