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Manchester United, chiama l’avversario “gay”: il figlio di Fletcher squalificato per sei giornate

Il giovane ha spiegato poi di essersi chiarito con l'avversario dopo la partita per "la parola offensiva usata nella foga del momento"
Manchester United, chiama l’avversario “gay”: il figlio di Fletcher squalificato per sei giornate
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Un insulto omofobo rivolto ad un avversario è costato sei giornate di squalifica e una multa di 1500 sterline al centrocampista del Manchester United Jack Fletcher. Il giocatore, 19enne figlio della leggenda dello United Darren Fletcher, era stato espulso al 62esimo minuto della partita poi persa per 5-2 contro il Barnsley in Efl Trophy, un torneo riservato alle squadre inglesi di terza e quarta divisione e rappresentative giovanili dei club di Premier League, disputato lo scorso ottobre.

All’epoca non era chiaro il motivo per cui il figlio d’arte avesse subito una squalifica così pesante, ma ora la Bbc ha reso noto che la Federcalcio inglese ha spiegato che Fletcher è stato sanzionato per aver chiamato un avversario “ragazzo gay“. Nel corso del procedimento disciplinare, il giovane ha detto di essersi scusato con l’avversario dopo la partita per “la parola offensiva usata nella foga del momento”, sostenendo di aver reagito ad un fallo e di non avere avuto “alcuna intenzione di usare il termine come insulto omofobo“. La commissione ha comunque inflitto la squalifica a Fletcher con anche una multa: il calciatore dovrà anche frequentare un programma educativo obbligatorio in presenza.

“Mi dispiace davvero per la parola offensiva che ho usato in un momento di foga”, ha detto Fletcher. “Capisco perfettamente che un linguaggio del genere sia inaccettabile e mi sono scusato immediatamente dopo la partita, ma questo singolo episodio non riflette assolutamente le mie convinzioni o i miei valori“, ha concluso il centrocampista del Manchester United. Il gruppo ufficiale di tifosi LGBTQ+ dello United, i Rainbow Devils, ha dichiarato di aver accettato le scuse di Fletcher e che “il linguaggio omofobo non ha posto nel calcio o nella società, indipendentemente dalle intenzioni o dalle connotazioni“.

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