Cresciuto sotto i riflettori, enfant prodige e autentico “scugnizzo strappacuore”, Sal Da Vinci aveva assaggiato il palco quando la maggior parte dei bambini era ancora tra i banchi delle elementari: a soli sette anni si era già esibito davanti a un pubblico pagante. Il debutto discografico era arrivato nel 1976 con “Miracolo ’e Natale”, inciso insieme al padre e diventato poi una sceneggiata omonima. L’anno seguente aveva calcato le scene teatrali accanto a Mario Da Vinci, mentre a nove anni era già sul set dei film “Figlio mio sono innocente!” e “Napoli, storia d’amore e di vendetta”. Nel 1982, infine, la pubblicazione del primo album solista, “O’ Guappo ’Nnamurato”, aveva sancito l’inizio ufficiale della sua carriera discografica.
Il clamoroso successo discografico
Tra teatro, cinema e musica, però, è stato il canto a imporsi come centro gravitazionale del suo percorso. Nel 1992 aveva partecipato a “Una voce per Sanremo”, all’interno di “Domenica In”, con Toto Cutugno e Alba Parietti. Nel 2004 era arrivata la collaborazione con Gigi D’Alessio, Gigi Finizio e Lucio Dalla per “Napule”, brano inserito nell’album “Quanti amori” di D’Alessio. Poi, nel 2009, la prima — e finora unica — partecipazione al Festival di Sanremo come concorrente, con “Non riesco a farti innamorare”, nell’edizione condotta da Paolo Bonolis.
Negli anni più recenti, Sal Da Vinci ha conosciuto un successo discografico che in pochi avrebbero pronosticato: “Rossetto e caffè” ha conquistato il doppio Disco di Platino, complice anche la viralità esplosa sui social nell’estate 2024. Ora la all’Ariston con “Per sempre sì”.