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“Le tensioni in Iran? Temo sia il solito capriccio americano e spero non vada oltre. Il mio invito è a una presa di coscienza”: così Sayf a Sanremo 2026

Il rapper spiega il verso "se ci armano noi non partiamo" e invita alla presa di coscienza contro la guerra prima della finale

di Andrea Conti

Porche ore prima della Finalissima del Festival di Sanremo 2026 Sayf ha spiegato il significato del verso della sua canzone “Tu mi piaci tanti” “se ci armano noi non partiamo” alla luce delle recenti notizie internazionali che coinvolgono l’Iran. Pur ammettendo di non essere pienamente informato a causa del “marasma di questa settimana”, l’artista spera si tratti di un “solito capriccio americano” e che la situazione “non vada oltre”. E ancora: “Il mio invito non è al semplice disertare, ma è a una presa di coscienza”.

Sull’invito a prendere coscienza della guerra , Sayf spiegato: “Gli ordini arrivano, sì, da una posizione di potere, però per essere eseguiti c’è tutta una scala di persone che devono poi effettivamente agire. Dall’ordine “uccidi” a chi uccide, c’è tutta una serie di gente, fino a chi materialmente compie il gesto, che magari non vorrebbe neanche farlo. Quindi, il mio invito era a prendere coscienza in tutte quelle fasi di mezzo e a evitare che la catena vada avanti”.

E ancora: “Più che un invito alla diserzione è un invito alla presa di coscienza se è vero che gli ordini arrivano da una posizione di potere è anche vero che poi ci sono persone che li eseguono. Dall’ordine ‘uccidì al farlo c’è in mezzo una serie di persone. Bisogna prendere coscienza di tutte le fasi di mezzo per evitare che la catena vada avanti”.

Sayf ha anche ammesso che ha voluto con sé tutto i suoi affetti: “Sono contento, spero che vada tutto bene. Grazie a Dio per tutto quello che sto ricevendo. Mamma è ovviamente una figura fondamentale, sono contento che ci sia stata, c’era non solo mia mamma. anche tanti miei amici sono venuti anche solo in giornata per starmi vicino, hanno portato anche un mio amico anziano che si chiama Calogero, di Camogli. Quindi sono contento”.

Infine sul suo modo di vivere la musica, racconta: “Mi sento rap, ma mi piace tutta la musica. Non vorrei essere incasellato in una etichetta”.

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