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“Un signore mi ha sferrato con una forza inaudita un pugno tra la mandibola e l’orecchio solo perché ho difeso due donne”: la disavventura di Sal Da Vinci che è a Sanremo 2025

La storia di Sal Da Vinci, dalla sua infanzia come 'scugnizzo strappacuore' alle vicende personali, fino al ritorno a Sanremo 2026

di Andrea Bressan
SCHIAFFI, PUGNI E MINACCE DI MORTE PER UN VASSOIO DI DOLCI - 3/4

SCHIAFFI, PUGNI E MINACCE DI MORTE PER UN VASSOIO DI DOLCI - 3/4

Sal Da Vinci, oltre all’arte, viene ricordato anche per uno spiacevole episodio del 2020 che l’ha visto vittima. Il cantante si trovava, assieme alla famiglia, a bordo di un aliscafo che da Procida lo avrebbe riportato a Napoli, a seguito dell’esibizione nello spettacolo “A due passi da te”. Sull’imbarcazione, però, sono volati schiaffi, pugni e minacce di morte per un vassoio di dolci spostato da due signore. Poco dopo lo spiacevole accaduto, Da Vinci aveva spiegato la sua versione dei fatti. “Due signore riponendo il bagaglio nel vano apposito, hanno spostato di qualche centimetro, un vassoio di dolci già presente, al solo scopo di evitare di rovinarlo. A quel punto, una persona ha iniziato ad inveire contro le due signore per aver spostato il vassoio ed ha inveito in tale malo modo, usando una tale violenza verbale, inaudita ed inaccettabile, che sono stato costretto ad intervenire”, aveva spiegato Sal Da Vinci, su Instagram.

E ancora: “(…) mi sono rivolto con le testuali e cortesi seguenti parole ‘Guardi non è il caso, non è successo niente, non è il modo per rivolgersi a due signore’. L’uomo mi si è piazzato di fronte, dopo un attimo di pausa quando ormai pensavo il piccolo screzio si fosse esaurito, mi ha sferrato con una forza inaudita un pugno tra la mandibola e l’orecchio, e subito dopo ha tentato di darmene un altro, che sono riuscito a scansare ma che ha colpito mio figlio, rompendogli il labbro. Mio figlio, a quel punto per evitare un’ulteriore aggressione e per salvaguardare la mia famiglia e le persone che erano con me, ha cercato di difendersi, rispondendo agli attacchi e secondo il mio punto di vista sbagliando anch’egli perché condanno qualsiasi forma di violenza in assoluto. Dopo questo incredibile episodio, la persona, non si è fermata, dicendo che mi conosceva, e che mi avrebbe trovato e sparato a me e la mia famiglia, quindi una pura minaccia di morte”, aveva sottolineato il cantante.

L’accesa lite sull’aliscafo era stata ripresa da qualche presente. Nel video in questione si sente un signore, a dir poco adirato, che inveisce contro Sal Da Vinci, dandogli della “munnezza”, “scornacchiato”. Il tutto era culminato con una minaccia di morte (“t’accir”, ti uccido), sempre ai danni del cantante.

Il testo di Sal Da Vinci proseguiva, affermando che “tutto ciò che è capitato” era stato “dichiarato alle forze dell’ordine”. E “dopo le dichiarazioni rese alle autorità competenti – aveva aggiunto l’artista – sono andato in ospedale, con mio figlio, per farmi medicare, ad oggi riporto una forte contusione alla mandibola sinistra, e delle micro lesioni allo sterno che mi creano difficoltà nella respirazione, mentre Fatima Trotta riporta un ematoma alla gamba destra”.

Le indagini preliminari si erano concluse con, a carico di Sal Da Vinci, l’ipotesi del reato di rissa aggravata per la vicenda che lo aveva visto coinvolto, assieme alla moglie Fatima Trotta e al figlio. “Trovo assurdo che mi si contesti la rissa e l’interruzione di pubblico servizio”, aveva commentato, tramite una nota, il cantante.

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