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L’Inter ora è costretta a fare la vera rivoluzione: i nomi dei 6-7 giocatori in uscita, ma servirà spendere

La figuraccia contro il Bodo in Champions ha mostrato le esigenze di una rosa che non è cambiata dopo l'addio di Inzaghi: serviranno le cessioni per finanziare il mercato in entrata
L’Inter ora è costretta a fare la vera rivoluzione: i nomi dei 6-7 giocatori in uscita, ma servirà spendere
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Non è certo una cosa programmata, anzi, per quanto possa aiutare ad avviare un processo che in casa Inter si attende da un po’ di tempo. Però… ci sono tanti però. Sportivamente, uscire dalla Champions prima della fase finale è segnale di come certe cose vadano necessariamente cambiate. Tradotto: di come la rosa debba essere messa nelle condizioni di essere più competitiva. Ma uscire dalla Champions è un danno economico non da poco. Quasi 30 milioni, è stato stimato. E per un’Inter i cui conti sono sotto strettissimo controllo da parte del fondo Oaktree, si tratta di un danno abbastanza esiziale. Certo, non ci sono dubbi sul fatto che l’anno prossimo il nome dei nerazzurri in Champions ci sarà. Ma con quale squadra? È probabile che, sì, questa volta la parola ‘rivoluzione’ verrà adottata. Ma davvero.

Perché la sensazione è che il vero stacco rispetto alla precedente gestione Inzaghi non sia stato con il cambio in panchina. Anzi: è stato bravissimo Chivu a far assorbire le sue idee e a ridare entusiasmo a un gruppo arrivato sfibrato dalla sconfitta nella scorsa finale di Champions. In questa stagione, alla fine, i giocatori sono stati quasi gli stessi. E il modulo pure. E quindi ora cosa succederà? Tanto, tantissimo. A partire dagli addi.

(Non) rinnovi

Mkhitaryan, De Vrij, Sommer, Acerbi, Darmian. Più Di Gennaro, terzo portiere. Giocatori che hanno contribuito e contribuiscono parecchio in campo. E se si esclude forse il solo armeno, difficilmente gli altri resteranno. Rivoluzione vera, quindi, sia dal punto di vista puramente numerico, sia da quello anagrafico: l’intenzione dell’Inter è quella di ridurre pesantemente l’età media della rosa (ora attestata a 29.2 anni, fonte Transfermarkt), ma per farlo saranno necessari degli investimenti importanti, che non potranno arrivare solo dai risparmi degli ingaggi.

È probabile, infatti, che servirà vendere: di qui le voci, che trovano fondamento, su un possibile addio di Denzel Dumfries – quest’anno a mezzo servizio – o di Hakan Calhanoglu, che continua a essere tentato da possibili offerte dalla sua Turchia. Chivu avrà bisogno di tanti giocatori, di forze fresche su cui lavorare con calma ma tenendo sempre alta l’asticella e gli obiettivi del club. Che non cambiano (mai): scudetto, Coppa Italia, Supercoppa. E naturalmente Champions.

I nomi

Per questo, i sostituti dovranno essere competitivi e dispendiosi. Scommesse solo in parte. Non è un caso che, per esempio, per la porta i nomi siano due: Vicario o il Dibu Martinez. Giocatori che non stanno vivendo un’annata strepitosa ma che allo stesso tempo hanno tutte le qualità per farsi valere in nerazzurro (e presto ci saranno nuovi contatti con gli agenti per capire se e come procedere). Serviranno almeno due difensori centrali, almeno due esterni a tutta fascia, almeno due centrocampisti. Tenendo conto che, oltre a Calhanoglu, pure uno come Frattesi possa essere in uscita. E quindi monetizzabile. Perché, alla fine, senza cessioni, il mercato dell’Inter non sarà possibile. E questa volta la rivoluzione dovrà essere reale. Non solo annusata, ma percepita. Il vero cambiamento sarà ora.

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