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Harry e Meghan incontrano i bambini malati di Gaza e i profughi siriani: così cercano di “ripulire” l’immagine dei Reali dopo lo scandalo dell’ex principe Andrea

I duchi del Sussex in Giordania per una due giorni all'insegna della solidarietà: arriva un balsamo sulle ferite della Corona

di Antonella Zangaro

Due giorni da reali in Giordania. Harry e Meghan hanno riconquistato le pagine dei quotidiani britannici mettendo un’immagine positiva sugli scandali portati a corte dalle relazioni di Andrea Mountbatten-Windsor con Jeffrey Epstein. I viaggi in stile simil Royal-tour, che la coppia ha condotto dopo il divorzio da Buckingham Palace, non sono mai andati a genio al palazzo. Dopo la decisione di trasferirsi in America e di tagliare i ponti con la famiglia, i Windsor avevano preteso che i duchi del Sussex smettessero di approfittare del nome e del loro titolo per confondere le idee ai sudditi andando in giro per il mondo come se fossero ancora in missione per la Corona.

Questo ovviamente non è mai accaduto e la coppia ha continuato a portare avanti le sue attività di promozione personale e caritatevole con viaggi-missione in Colombia ed in Nigeria.
Oggi però, la due giorni organizzata in Giordania per rispondere all’invito di Tedros Adhanom, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha un sapore diverso.
Il re non ha mai avuto così tanti problemi e così tanto gravi. L’immagine della corona è devastata e la stessa sopravvivenza dell’istituzione millenaria è messa a dura prova. Le immagini di Harry e Meghan seduti accanto alle vittime di Gaza ricoverate in ospedale o vicino ai profughi siriani che in Giordania avevano trovato rifugio dal regime di Assad, sono un balsamo sulle ferite.
Mai prima d’ora le loro uscite pubbliche, nonostante tutto, sono state considerate una specie di benedizione utile a stemperare l’indignazione generata dalle rivelazioni dei contenuti degli Epstein Files sulle malefatte del fratello del re. Harry, nel suo libro Il Minore, non aveva risparmiato accuse anche nei confronti dello zio, in particolare sui privilegi che gli venivano concessi e giudicati “immeritati”.

Così, in pieno stile reale, Meghan ha parlato con tenerezza ai piccoli rifugiati del Za’atari camp, ha sfidato il marito (e vinto) tirando calci ad un pallone ed insieme a Harry ha ricordato a tutti che la coppia ha donato 500.000 dollari all’Organizzazione Mondiale della Sanità per progetti dedicati ai bambini di Gaza e a quelli ucraini.

Pare che Harry avesse avvisato il padre prima di partire, ma comunicare un’intenzione non significa concordare il viaggio. William è appena rientrato da una missione in Arabia Saudita e la Giordania ha sempre rappresentato un luogo speciale per la sua famiglia. Kate tra il 1984 ed il 1986 ha vissuto in quel paese, quando il padre fu invitato ad Amman per lavoro. La foto di Natale dei principi del Galles scelta per gli auguri del 2021 era stata selezionata tra quelle realizzate proprio in Giordania. Insomma, una spina nel fianco del fratello, Harry riesce sempre ad infilarla, ma questa volta contano di più le immagini ed il loro effetto.

L’ossessiva richiesta di privacy e discrezione, in questo viaggio, sono state accantonate ed un giornalista è stato invitato a seguire la due giorni e testimoniare puntualmente le tappe percorse dalla coppia. Nessuna dichiarazione politica, ma scelte che esprimono più delle parole. Dopo i rifugiati, la coppia ha visitato un centro di riabilitazione dalle dipendenze. Harry è impegnato a sostenere la causa dei disturbi mentali e il fratello William, non più tardi di qualche giorno prima, aveva apertamente parlato alla Bbc del suo medesimo impegno, confessando le sue stesse debolezze. “Mi ci è voluto molto tempo per capire le mie emozioni e il motivo per cui mi sentivo in un certo modo – ha spiegato durante una tavola rotonda sul tema, aggiungendo – Imparate ad amare voi stessi e a capirvi”. La risposta di suo fratello Harry è arrivata su un post-it giallo appeso alle pareti del centro giordano: “È ok non sentirsi ok. Fidiamoci gli uni degli altri e congratulazioni per la vostra guarigione. Adesso condividete il vostro coraggio e la vostra esperienza”.

Meghan, sempre controllata, lo ha seguito passo, passo, anche lei ha lasciato il suo messaggio di incoraggiamento augurando una pronta guarigione e tanta “felicità”, ha dispensato sorrisi indossando semplicità, nei modi e negli abiti scelti per il tour; tutti sui toni del verde, del grigio e del nero. La coppia ha visitato lo Specialty Hospital di Amman, che cura i bambini feriti a Gaza e una sede della World Central Kitchen, l’organizzazione che distribuisce pasti caldi alle popolazioni affamate dai conflitti. “Ogni giorno abbiamo bisogno di venti camion di derrate alimentari dall’Egitto, ma non ne arrivano abbastanza” ha spiegato il direttore dell’organizzazione che si occupa di Medio Oriente e Africa del nord. E mentre questo accadeva, ad un bimbo di tre anni, per la prima volta nella sua vita, veniva offerta una banana e lui, incantato dal sapore nuovo si rivolgeva al padre per chiedere: “Posso mangiare anche la buccia?”.

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