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“Ho scelto di brevettare la mia voce perché dobbiamo proteggerci. Le istituzioni non ci tutelano”: la rivelazione di Luca Ward

Il famoso doppiatore ha rivelato di aver registrato il marchio della sua voce per tutelarsi dalle copie false prodotte con l'IA

di Redazione FqMagazine
“Ho scelto di brevettare la mia voce perché dobbiamo proteggerci. Le istituzioni non ci tutelano”: la rivelazione di Luca Ward

Luca Ward ha depositato ufficialmente il marchio sonoro della propria voce. In base a quanto riportato da Askanews, il doppiatore ha scritto: “Purtroppo le istituzioni non ci tutelano. Il singolo sente che la propria arte è minacciata dall’Intelligenza Artificiale. Mancando delle leggi a nostra protezione, l’unico modo è muoversi in autonomia. Per questo ho scelto di brevettare la mia voce. Ho preso ispirazione dal modello americano, da quello che stanno facendo molti attori a Hollywood. Ci sono leggi internazionali che lo consentono. Dobbiamo dare un segnale forte per difenderci, non solo nel nostro settore, ma in moltissime altre professioni”.

Come riportato da Il Messaggero, l’iniziativa, curata dallo studio legale MpmLegal per il tramite dell’avvocato Marco Mastracci, rappresenta una novità e un gesto pionieristico nella tutela giuridica dell’identità vocale, che oggigiorno è esposta a fenomeni di clonazione non autorizzata tramite l’IA. Il marchio sonoro consente di rafforzare gli strumenti di tutela legale contro la pratica della copia falsa delle voci. Così facendo, il famoso doppiatore di Russel Crowe e Keanu Reeves tra i tanti ha potuto affiancare la protezione del diritto all’immagine al diritto di personalità.

L’avvocato Mastracci, che si è occupato della registrazione del brevetto di Ward, ha dichiarato a Il Messaggero: “La voce è parte integrante dell’identità di una persona, tanto più quando diventa il principale strumento della propria attività professionale. Attraverso il marchio sonoro, è possibile agire in modo più rapido ed efficace contro utilizzi non autorizzati, soprattutto in ambito digitale e tecnologico”. Luca Ward si è confermato così tra i primi professionisti in Italia ad adottare una strategia giuridica avanzata per la protezione della propria voce.

La morte del papà e gli anni difficili: il racconto di Luca Ward

La voce di Luca Ward è una delle più iconiche del cinema italiano. Prima della fama la vita di Ward non è stata semplice, come raccontato a Nunzia De Girolamo nel programma “Ciao Maschio“. Ward ha dichiarato: “Io ho perso mio padre a 13 anni, che era la colonna portante della famiglia. Da lì siamo sprofondati nella povertà più assoluta… Noi non avevamo proprio da cucinare nulla, non c’erano soldi. Mia mamma, quando è morto mio padre, mise sul tavolo 5.000 lire. E basta. Sono sceso in strada e ho chiesto lavoro ad una ditta di traslochi… Il giorno dopo ero un facchino”.

E ancora: “Quando venivano a staccare la luce, un tecnico arrivò e trovò mia madre in silenzio. Mi portò con sé, mi fece vedere come rimettere il cavo. Mi disse: ‘Quando me ne vado, stringi la vite’. Ho fatto anche il fuorilegge, se vogliamo”.

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