“Che sta succedendo, devo riprendere il mio vecchio Nokia 3310?“. I social sono impazziti quando ieri hanno ritrovato in onda, con grande sorpresa, lo spot della Sip con Massimo Lopez protagonista. Era il 1994 e Lopez interpretava un condannato a morte che chiedeva di fare un’ultima telefonata che finiva per protrarsi all’infinito perché, come recitava il claim, “Una telefonata allunga la vita“. Ma perché questo ritorno all’improvviso, oggi che il telefono fisso per molti è quasi un oggetto da museo, soppiantato dall’uso dello smartphone?
Lo spot della Sip diventa virale
Sip, acronimo di Società Italiana per l’Esercizio delle Telecomunicazioni, a quei tempi era l’unico gestore telefonico italiano. Proprio nel 1994 ebbe inizio il percorso che l’avrebbe portata a diventare Telecom Italia e, dal 2015, TIM (Telecom Italia Mobile). Dopo 32 anni lo spot in questione è diventato virale in poche ore, facendo scoprire una pagina di tv alla Gen Z e riaccendendo dolci ricordi in chi in quegli anni era già grandicello. Un effetto nostalgia che ha colpito nel segno, a giudicare dai commenti che circolano sul web: “Non ce la faccio… troppi ricordi” scrive qualcuno, “Appena visto… mi sono emozionato, da lacrimuccia facile” scrive qualcun altro. E c’è chi ipotizza che possa c’entrare Sanremo: “Una mossa di marketing in vista del Festival di Sanremo del quale TIM è partner” avanza un altro ancora. Ora la speranza di molti è che si decida di proseguire su questa strada trasmettendo anche gli altri spot della saga, che era andata avanti fino al 1999. C’è anche chi, ironicamente, si auspica un ritorno alla tecnologia degli anni Novanta: “La TIM decide di strappare via tutta la fibra ottica, staccare internet e tornare al doppino di rame. Attendo gettoni e cabine telefoniche”.
Uno spot d’autore
Lo spot del 1994 era più di una semplice pubblicità. Era una piccola opera cinematografica, girata alle Cave della Magliana con la regia di Alessandro D’Alatri e ottenne il riconoscimento internazionale con il Leone d’Oro ai Cannes Lions International Award, praticamente gli Oscar della pubblicità mondiale. E ora non resta che attendere i prossimi sviluppi per capire dove si voglia andare a parare. La macchina del tempo è stata accesa, siamo pronti.
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