Cinema

“Una premonizione inquietante di quel che potrebbe accadere anche nei nostri Paesi”: a “Yellow Letters” l’Orso d’oro della Berlinale

"Il film è entrato dentro di noi perché riconosciamo i segni del dispotismo nel nostro Paese o persino nel nostro quartiere. Per questo sarà compreso ovunque nel mondo" ha detto il presidente di giuria Wim Wenders a proposito della pellicola di Ilker Catak

di Redazione FqMagazine
“Una premonizione inquietante di quel che potrebbe accadere anche nei nostri Paesi”: a “Yellow Letters” l’Orso d’oro della Berlinale

Alla 76ª edizione della Berlinale il film “Yellow Letters” del regista tedesco Ilker Catak si è aggiudicato l’Orso d’Oro come miglior film. La giuria, presieduta da Wim Wenders, ha definito il titolo una premonizione inquietante. Queste le parole del presidente della giuria Wim Wenders: “Uno sguardo sul futuro prossimo che potrebbe riguardare anche i nostri Paesi. Il film è entrato dentro di noi perché riconosciamo i segni del dispotismo nel nostro Paese o persino nel nostro quartiere. Per questo sarà compreso ovunque nel mondo”.

Gli altri vincitori

Nella serata conclusiva del festival, oltre al massimo riconoscimento sono stati annunciati gli altri principali vincitori: il gran premio della giuria è andato a “Salvation” del regista turco Emin Alper, mentre “Queen at Sea” di Lance Hammer ha conquistato l’Orso d’Argento al premio della giuria.

Il palmarès ha riconosciuto anche altri talenti: Grant Gee come miglior regista per “Everybody Digs Bill Evans”, Sandra Hüller come miglior interprete protagonista per “Rose” di Markus Schleinzer, e la coppia Anna Calder-Marshall e Tom Courtenay come migliori non protagonisti per “Queen at Sea”.

La cerimonia ha confermato la Berlinale come vetrina internazionale dove, oltre al cinema di qualità, emergono temi forti e attuali, riflessi nei film e nelle scelte della giuria.

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