Crime

“Al cimitero c’è un buco vuoto, a chi portiamo i fiori? Da 4 anni aspettiamo la salma. Non si è suicidata, vogliamo la verità”: la cugina di Liliana Resinovich in lacrime

Silvia Radin è ospite a "Verissimo": il dolore straziante e il desiderio di sapere la verità sulla morte della cugina

di Redazione FqMagazine
“Al cimitero c’è un buco vuoto, a chi portiamo i fiori? Da 4 anni aspettiamo la salma. Non si è suicidata, vogliamo la verità”: la cugina di Liliana Resinovich in lacrime

Un dolore che non conosce tregua e una sola volontà: sapere la verità sulla morte di Liliana Resinovich. Silvia Radin, cugina della donna scomparsa il 14 dicembre 2021 e trovata morta il 5 gennaio 2022, è ospite a Verissimo nella puntata in onda il 21 febbraio.

Parla la cugina di Liliana Resinovich

“Vogliamo sapere chi l’ha picchiata, chi l’ha soffocata, e chi l’ha confezionata in quel modo e portata nel boschetto perché lì da sola non ci è arrivata di sicuro” spiega Radin a Silvia Toffanin. “Per noi non è stato un suicidio, la conoscevamo, sapevamo come ragionava, che cosa era per lei la vita”. A proposito delle indagini fa sapere: “Dalla sera del ritrovamento sono stati fatti molti sbagli, hanno inquinato molte prove, hanno impacchettato Liliana con tutte le prove […] l’hanno spostata da dove è stata trovata”.

Il ricordo di Claudio Sterpin

La cugina di Liliana dedica un pensiero a Claudio Sterpin, l'”amico speciale” di Resinovich morto lo scorso 14 febbraio: “Claudio ha trascurato la sua salute per combattere per Liliana. Lui non era solo l’amico speciale di Liliana, era anche un atleta, un cavaliere della Repubblica, donatore di sangue premiato tante volte. Non era solo l’amico speciale, era un bersagliere. Io non sapevo della loro storia d’amore”.

Il matrimonio di Liliana con Sebastiano Visintin

Di altro tenore invece le parole che riserva al matrimonio di Liliana con Sebastiano Visintin: “Lei era sempre un po’ triste. Nell’ultima vacanza che ha fatto con il marito non c’era quell’entusiasmo. Non era felice con il marito. Era assuefatta. Quando stavano per agitarsi, lei mi diceva: ‘Lascialo perdere, che è matto‘. Se rispondevo a Sebastiano, poi avevo paura che non avrei rivisto più mia cugina. Lei aveva paura che davanti alla famiglia lui facesse vedere chi era veramente”. Silvia Radin aggiunge: “Noi sappiamo che Sebastiano ha detto bugie e incongruenze. Noi abbiamo dato spunti agli inquirenti, ma non possiamo sostituirci a loro. Sebastiano dice che andava tutto bene nel matrimonio? Forse perché è indagato… ha qualcosa da nascondere? Non lo so. So solo che dal primo giorno della scomparsa, quando gli ho chiesto ‘cosa pensi sia successo?’, lui ha detto: ‘È salita in auto con qualcuno’. Gli ho chiesto se pensasse ad un amante e mi ha risposto ‘Può essere’, poi Claudio si è palesato e gli ho chiesto se lo conosceva. Lui mi ha detto: ‘Ma sì, è uno dove Liliana andava a stirare le camicie’. Ma allora lo conosceva. Lui aveva detto che non lo conosceva”.

Il dolore di Silvia Radin

Infine, Radin si lascia andare a una straziante riflessione: “Non l’abbiamo vista dentro la bara, non ce l’hanno fatta vedere. Perché hanno lasciato che venisse sepolta in una bara di cartone? Non era quella che abbiamo scelto. Perché l’hanno lasciata nel sacco salma invece di essere vestita o avvolta in un lenzuolo come tutti i cristiani quando finiscono la loro vita? Nella spazzatura è stata trovata e nella spazzatura è stata sepolta. E adesso perché non ce la ridanno, perché non ce la fanno riportare a casa?”. E chiosa: “Abbiamo un buco nel cimitero, a chi portiamo i fiori? Al buco vuoto? Porteremo i fiori a Claudio. Non è giusto, sono quattro anni che la aspettiamo. È un dolore che continua giorno dopo giorno. Vogliamo a casa quel che è rimasto di lei“.

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