Televisione

Masterchef, fuga da Sanremo: la finale slitta al 5 marzo. Quattro concorrenti a sorpresa si giocano il titolo, fan imbestialiti: cosa è successo

Dalla Mistery alla prova al ristorante tre stelle Michelin: tra piatti amarissimi e wafer spezzati ecco come si è arrivati ai quattro finalisti

di Martina Milone
Masterchef, fuga da Sanremo: la finale slitta al 5 marzo. Quattro concorrenti a sorpresa si giocano il titolo, fan imbestialiti: cosa è successo

Se c’era una certezza per i fan di Masterchef era l’arrivo in finale di Alessandro, odontoiatra di 44 anni di Genova, tra i protagonisti (in positivo) dell’edizione. Eppure, dopo l’eliminazione la scorsa settimana di uno dei favoriti, Matteo Lee, tutto era possibile. E così è stato: contro ogni previsione il dentista creativo, capace di realizzare piatti da ristorante stellato, è stato eliminato all’Invention Test, seguito al Pressure dal controllista 35enne di Massa, Niccolò. Così a giocarsi la finalissima saranno Carlotta, Dounia, Matteo R. e Teo: l’appuntamento, però, sarà tra due settimane, giovedì 5 marzo, con ogni probabilità per non sovrapporsi a Sanremo, slittato in avanti rispetto agli scorsi anni causa Olimpiadi.

Complice forse l’attesa di scoprire chi avrebbe conquistato i giudici arrivando all’attesissima finale, lo show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy, ha avuto un record di ascolti: su Sky Uno, Sky Uno + e on demand Total Audience di 913mila spettatori medi con il 4,3% di share.

LA MISTERY BOX

Le prove per i sei concorrenti ancora in gara sono iniziate con una non facile Green Mystery Box, “capitanata”, ancora una volta, dalla chef Chiara Pavan ormai presenza quasi fissa nel programma. La chef del ristorante Venissa ha proposto agli aspiranti chef una prova incentrata sul “risparmio energetico” con ingredienti nobili e antichi, tra cui i paccasassi del Conero, erba simile al finocchio di mare che cresce sulle rocce a picco sul mare del Monte Conero, nelle Marche, una zucchina patissona, cece nero della Murgia, formaggio di capra girgentana, ramassin della Valle Bronda, cicoria all’acqua, patata cuore rosso dell’alta Tuscia, pomodoro nasona, cipolla di Acquaviva e farina di farro Monococco. Nonostante l’incredibile prova di Teo, aspirante chef 23enne considerato fin da subito un possibile vincitore, che è riuscito a presentare un piatto utilizzando solo poco più di un minuto di elettricità, a vincere la Green Pin è stata Carlotta presentando un piatto con petali di cipolla, zucchine marinate con paccasassi, susine caramellate e formaggio in acqua di pomodoro.

L’INVENTION KILLER

Salutata la chef Pavan, i sei aspiranti chef ancora in gara hanno affrontato un temuto Invention test con ingredienti “killer”, cioè ingredienti estremi con sapori difficili da “domare“. Carlotta, vincitrice della Mistery, ha potuto assegnare un ingrediente ad ogni compagno. Contrariamente a ogni previsione, Alessandro, alle prese con il Bitter melon, uno degli ortaggi più amari al mondo, non è riuscito ad equilibrare bene il piatto, giudicato dai tre giudici, Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, quasi immangiabile, e ha dovuto così abbandonare la Masterclass. Scivolone anche per Matteo Rinaldi: il suo risotto con l’Époisses, formaggio francese stagionato dall’odore molto pungente, guarnito con una spolverata di caffè ha fatto rabbrividire i giudici che, però, hanno deciso di “salvarlo” mandandolo direttamente al Pressure test con il grembiule nero.

TRE STELLE…O QUASI

A vincere la sfida è stata Dounia che con il suo piatto a base di prugna Umeboshi, dal sapore molto aspro, ha saputo convincere i tre chef. A lei, arrivata insieme a Carlotta, Teo e Niccolò, all’ambitissima prova in esterna in un ristorante stellato, il tre stelle Michelin Casa Perbellini 12 Apostoli, a Verona, è toccato il difficile compito di assegnare un piatto a ciascuno dei colleghi. La concorrente ha assegnato a se stessa uno dei piatti più difficili, un wafer al sesamo con tartare di branzino, caprino all’erba cipollina e sensazione di liquirizia: forse Dounia voleva imitare l’audacia che lo scorso anno caratterizzò la vincitrice Anna, ma senza successo. L’aspirante chef, infatti, è andata in estrema difficoltà con i wafer, scivolando più volte sull’uscita del piatto. Niccolò ha dovuto cucinare un antipasto, uno scampo fritto con tortino di pera e salvia su fonduta di taleggio con gocce di caramello e aceto, accompagnato da una tartelletta con tartare di scampo, pere e profumo di senape: un piatto non semplice che, seppure non senza sbavature, l’aspirante chef ha saputo portare a casa. Piatti quasi impeccabili, invece per Teo, alle prese con un primo, dei ravioli ripieni di risotto mantecato al fondente di cipolla, accompagnati da una grattugiata di tartufo nero e un jeux di vitello, e Carlotta che, seppure con qualche difficoltà nel taglio della carne, ha vinto la prova grazie alla preparazione dell’agnello con crumble di animelle, spinacino Buon Enrico, spuma di kefir con sotto una purea di aglio orsino e salsa di marsala. L’aspirante chef piemontese è stata quindi la prima, contro le aspettative dei fan, ad accedere alla serata finale.

L’ULTIMO PRESSURE

Tornati in Masterclass, Dounia, Niccolò e Teo si sono riuniti a Matteo R. per affrontare il temutissimo Pressure Test. Protagonista di questa ultima sfida – in due step – un “timer” da 45 minuti, utili per la realizzazione di un piatto che avesse come protagonista degli ingredienti molto particolari: lumachine di terra (per il primo step), e Piè d’Asino (mollusco comune nel Meditterraneo e nell’Atlantico), per il secondo e ultimo step. La prima a salire in balconata è stata Dounia, seguita poi da Teo. Davanti ai giudici sono rimasti gli inseparabili Matteo R. e Niccolò che, abbracciati, hanno aspettato il verdetto: a un passo dalla serata finale, è stato Niccolò a commettere gli errori più gravi e a dover lasciare per sempre la Masterclass.

SOCIAL IN SUBBUGLIO

Le ultime puntate hanno lasciato l’amaro in bocca ai tanti telespettatori che ogni giovedì aspettano con ansia l’appuntamento con il cooking show. Dopo l’inaspettata eliminazione, la scorsa settimana, di Matteo Lee, aspirante chef di Bologna che con la sua umiltà aveva conquistato il cuore di tutti e con i suoi piatti iniziali sbalordito i giudici, i fan del programma hanno reagito, soprattutto via social, all’eliminazione di Alessandro prima e Niccolò poi, gridando allo scandalo. “Non è più un programma di cucina, ma un film horror”, commenta qualcuno dopo l’eliminazione del dentista. “Edizione disastrosa”, il giudizio tranchant di un altro utente.

Tutte le speranze ora sono riposte nella finalissima che slitterà di una settimana. “Sappiamo che la prossima settimana la vostra priorità è cantare”, annunciano dai profili social di Masterchef, lasciando intendere che lo spostamento sia pensato per non sovrapporsi con Sanremo. Così per vedere chi tra Carlotta, Dounia, Matteo R. e Teo sarà il prossimo Masterchef italiano, bisognerà attendere giovedì 5 marzo. E per chi proprio non sa stare senza cooking show, no panic: giovedì 26 febbraio andrà in onda una serata speciale “Masterchef Italia: 4 storie per la finale”, che racconterà le storie dei quattro finalisti e i loro percorsi nel programma.

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