Un “narcisista totale”, ostinato e del tutto privo di rimorsi, convinto di essere stato trattato ingiustamente e persino persuaso che l’opinione pubblica sia felice di vederlo. È un ritratto impietoso e allarmante quello dell’ex principe Andrea tracciato dal suo biografo, Andrew Lownie, durante un incontro con i corrispondenti della stampa estera riportato dal Corriere. L’autore, che ha da poco ripubblicato in edizione aggiornata il suo libro Entitled sulle vicende degli ex duchi di York, delinea uno scenario gravissimo che rischia di travolgere l’intera monarchia britannica, accusata di aver insabbiato per decenni le condotte illecite del duca.
L’arresto e le ombre sul traffico di minori
L’ex principe Andrea è stato arrestato con l’accusa di aver rivelato segreti governativi, ma la portata delle indagini è molto più vasta e inquietante. Secondo quanto riferito da Lownie al Corriere, la polizia sta esaminando anche le accuse relative al traffico sessuale di minori. Il biografo lancia accuse pesantissime, sostenendo che “molte ragazze sono state trafficate a favore di Andrea, anche nei palazzi reali“. Su questo punto, sottolinea Lownie, la collaborazione della Corona sarebbe fondamentale (ad esempio rivelando i registri delle visite), ma la realtà dei fatti andrebbe nella direzione opposta: gli agenti della scorta sarebbero stati minacciati di degradazione in caso di dichiarazioni, e re Carlo avrebbe imposto a tutti il silenzio assoluto per “cercare di ammazzare la storia”.
Il patto per il Royal Lodge e il ruolo delle figlie
Anche il recente allontanamento di Andrea dal Royal Lodge non sarebbe frutto di una sua presa di coscienza. “Non se ne è andato di sua volontà”, precisa Lownie, definendolo un uomo ostinato che “è stato pagato per andarsene”. In cambio, avrebbe ricevuto la promessa che la Royal Family si prenderà cura delle figlie, Eugenie e Beatrice. Due figure che il biografo non considera affatto come vittime innocenti della situazione, etichettandole anzi come complici e profittatrici del malaffare dei genitori.
Tangenti d’oro e la rete di protezione
Lo scandalo non si ferma alla sfera privata, ma investe il ruolo pubblico ricoperto in passato dall’ex duca. Secondo Lownie, c’è ancora molto da scoprire, a partire da una “tangente milionaria presa in Kazakistan”. All’epoca Andrea operava come inviato per il commercio su incarico del Foreign Office, gestendo i suoi affari direttamente da Buckingham Palace. Finora, ogni scusa è stata utilizzata per evitare di desecretare i file relativi a quel periodo. Lownie è categorico: Andrea non avrebbe avuto l’intelligenza necessaria per organizzare tutto questo da solo. È stato facilitato da un sistema che ha operato per lui. La Corona “sapeva tutto” e per 25 anni lo ha coperto, mettendo a tacere le storie e lanciando minacce legali.
Una monarchia a un bivio
Le rassicurazioni di facciata e le promesse di collaborazione da parte di re Carlo vengono liquidate dal biografo come “tutta scena”. Per Lownie, ci troviamo di fronte a una corruzione insita al cuore stesso della famiglia reale, una crisi giudicata addirittura “peggiore dell’abdicazione del 1936”. Le conseguenze sull’opinione pubblica sono già misurabili: l’approvazione verso i reali sta scivolando verso il 50%, il sostegno tra i giovani è in caduta libera e lo stesso establishment britannico si dice scioccato.