Il successo, gli amori, le cadute e la capacità di rimettersi in piedi. Pupo è ospite del podcast “Passa dal BSMT” per un’intervista a dir poco densa. D’altronde ci sono 50 anni di vita in scena da raccontare. I momenti di maggiore fragilità arrivano quando parla dei sentimenti: “Ho passato la mia vita a mentire. Per 35 anni ho detto bugie in amore e ho sbagliato. Me ne pento? Non è mai troppo tardi”. A 18 anni si sposa perché la moglie era rimasta incinta: “Non ho mai avuto una sola donna nella vita, anche quando ero fidanzato e sposato. Lei c’è sempre stata, anche se per un periodo ci siamo separati. Era l’unico mio punto fermo, ma non avevo alcun rispetto“. Il successo professionale, poi, amplifica il caos: relazioni parallele e aborti che oggi definisce “robe vergognose”: “Interrompere il processo di vita di un cuore che inizia a battere per me oggi è insopportabile. Io troppe volte l’ho fatto. Non lo farei mai più“, confessa, come riporta Il Mattino. Da 36 anni il cantante vive con la moglie e con la compagna, ma precisa: “Non sto promuovendo il poliamore. Il problema non è tradire, è mentire”.
Pupo e il gioco d’azzardo
Difficile parlare di Pupo senza menzionare il gioco d’azzardo, per anni una dipendenza per lui. Il nastro va riavvolto a quando era bambino: “Mio papà gestiva una bisca clandestina nel mio paese in Toscana. Sono nato e cresciuto in un circolo Arci. Dormivo fino alle 3 di notte su un tavolino dove la gente giocava d’azzardo. Ho respirato fumo e aria di gioco fin da bambino. Non mi divertiva, giocavo a tutto solo di soldi, all’epoca erano dei miei genitori”. “Ho cominciato a giocare a poker a 11 anni” aggiunge. A 23 anni è miliardario: “Avevo dei conti correnti incredibili. Compravo case, terreni, macchine, giocavo d’azzardo. Ero abbastanza arrogante, non sopportavo le critiche e cambiavo continuamente donne”. Ma, si sa, dalla cima la caduta è ancora più dolorosa, e infatti nel 1983 ‘brucia’ 130 milioni al casinò di Saint Vincent liquidandoli con un “chi se ne frega”. Arrivano gli strozzini e i pignoramenti: è forse il momento più basso per Pupo, che pensa anche di togliersi la vita. “Una notte tornando dal casinò di Venezia ho pensato di farla finita. Mi sono fermato in Jaguar, è passato un camion che mi ha sfiorato e mi ha riportato al mondo”. La svolta giunge con la proposta milionaria nel 2012 della Rai e la conduzione di Affari Tuoi.
Il ritorno a Sanremo
Tra pochi giorni Pupo tornerà a calcare il palco del Festival di Sanremo. Non come concorrente, bensì come ospite di Dargen D’Amico che lo ha scelto come guest, insieme a Fabrizio Bosso, per la serata delle cover. I tre interpreteranno Su di noi dello stesso Pupo, che parlando delle prove ammette: “Mi sono messo a piangere”. In fondo si tratta di una delle sue canzoni più celebri, amata non solo in Italia ma anche all’estero. Quella con cui chiude ogni suo concerto, “come Vasco con Albachiara”, chiosa.