Dargen D’Amico è in gara con “AI AI” alla 76esima edizione del Festival di Sanremo. “Al momento si predilige ‘algoritmo per una questione di convenienza e di pigrizia, – ha dichiarato a FqMagazine il cantautore spiegando la canzone – io sono convinto che in Italia ci siano visioni musicali che andrebbero certificate, resa e, invece, noi abbiamo sempre un po’ di paura, di timore, di non essere all’altezza del sound internazionale… Quindi tendiamo in questo momento già come fossimo delle macchine a fare quello che farà la AI tra poco e cioè a copiare quello che c ‘è già. Solo che l’AI arriva domani e lo farà molto meglio di noi. L’intelligenza artificiale è più alleato o nemico della musica? Dipende da come la utilizzi perché se il controllo è dell’essere umano, allora dovrebbe essere un alleato. Il problema è che l’intelligenza artificiale si autogenera e rigenera continuamente fino a quando non avrà più niente da chiedere all’uomo e allora li potrebbe essere un problema. Ma ci arriviamo tra poco. L’unica cosa che manca all’AI è il dolore, quindi come fai a chiedere all’intelligenza artificiale di scrivere una canzone che racconta le sofferenze degli esseri umani?
“Dalla costa si vede l’Africa e lei che si tuffa” è uno dei versi della canzone. “È una vicinanza metaforica di rapporti, – ha spiegato Dargen -.In questo momento anche istituzionale, siamo andati ultimamente a lasciare i rapporti, consolidare questo legame. Certo, fa un po’ ridere andare nei Paesi dell’Africa con cui avremo rapporti commerciali e dire ‘non vi preoccupare, vi aiuteremo a far rimanere qua la popolazione locale’ quando noi per primi in Italia negli ultimi anni stiamo perdendo i nostri giovani che vanno all’estero e non tornano più. Anche se cerchiamo di farli tornare, ricattandoli, non dandogli il voto fuori sede”.
Con il brano “AI AI” Dargen D’Amico ha anche ideato un progetto editoriale e visivo che estende la performance musicale in un’indagine sul presente: nasce infatti “AI AI – Short Documentary”, un documento culturale pensato per fissare un momento storico mentre sta accadendo. Lo short documentary nasce con un obiettivo preciso: osservare l’Intelligenza Artificiale nel suo stato attuale, senza mediazioni didattiche e senza semplificazioni. Dargen D’Amico dialogherà con personalità di spicco della cultura contemporanea abbracciando tre tematiche – intrattenimento, tecnologia e scienza medica – e rifletterà insieme a loro sulla trasformazione industriale profonda, silenziosa, già operativa, con cui l’AI sta riscrivendo il modo in cui pensiamo, creiamo, lavoriamo e comunichiamo. Dallo short doc verranno estratte pillole video brevi, pensate per una diffusione web e social. A sostegno di questa iniziativa, durante i giorni del festival verranno realizzate delle attivazioni ad hoc.
“AI AI” è contenuto nel nuovo album “Doppia Mozzarella”, in uscita il 27 marzo: “Il titolo è Doppia Mozzarella perché abbiamo, io almeno, ma sono sicuro che sia così per tutti abbiamo la tendenza ad accumulare, ad esagerare, a farci convincere che abbiamo bisogno sempre di qualcosa in più. In questo modo si genera in noi un continuo conflitto e una continua insoddisfazione e insicurezza. L’unico modo per uscire da questo è pretendere di meno e dare di più”.
Nella serata delle cover, prevista per venerdì 27 febbraio, Dargen D’Amico incontrerà Pupo e Fabrizio Bosso per la reinterpretazione del brano “Su di noi”: “Avevo l’idea di costruire su un brano edito una nuova versione musicale che accomunasse persone anche con visioni diverse, in questo caso della musica. Non trovavo la persona giusta e Pupo ha accettato a scatola chiusa sulla fiducia e anche Fabrizio ha accettato a scatola chiusa sulla fiducia. Li ringrazio, spero di essere all ‘altezza delle loro aspettative, ma lo scopriamo prestissimo”.