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Ultimo aggiornamento: 10:50

Travaglio a La7: “Riforma Nordio? Un’esplosione di spesa pubblica. Non cambia nulla nei processi ma ci costerà il triplo”

Stesse sentenze, stessi tempi, ma una macchina giudiziaria tre volte più cara: il direttore del Fatto smonta la riforma della giustizia
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Quella di Nordio è un’arma di distrazione di massa per nasconderci un’altra questione di soldi, che spiega perché hanno tanta fretta a fare i decreti attuativi: dovranno infatti stanziare una barcata di soldi se passa questa riforma”. È l’affondo del direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che, a Otto e mezzo (La7) ribalta il terreno delle esternazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio circa i finanziamenti dei comitati per il No. Il punto, spiega Travaglio, sono i costi pubblici della riforma della Giustizia.
Il direttore del Fatto puntualizza: “Abbiamo detto che la riforma Nordio non abbrevia di un nanosecondo i tempi della giustizia e che non cambierà nessuna delle decisioni che in questi mesi sono state tirate fuori per propagandare il Sì, perché per la famiglia del Bosco e per il delitto di Garlasco verrà deciso esattamente lo stesso, per il caso Tortora la decisione sarebbe stata identica, idem per i processi a Berlusconi“.
E aggiunge un esempio recente: “Adesso l’algerino che, invece di espellerlo lo hanno mandato in Albania, è stato risarcito con 700 euro. Pensate che roba, avevano promesso di espellere 400mila clandestini e poi si occupano di uno che ha avuto un risarcimento perché l’hanno messo nel posto sbagliato”.

Travaglio spiega che l’impianto della riforma non produce effetti concreti sui processi, ma moltiplica le strutture con triplicazione dei costi: “Tutto resterà uguale, non cambierà nulla, però triplicheranno gli organismi a fare il lavoro che oggi fa uno solo: cioè il Csm diventa uno per i pm, uno per i giudici, un’Alta Corte disciplinare. Oggi il Csm costa 50 milioni all’anno, tre costeranno 150 milioni all’anno, ma non abbiamo calcolato che non ci stanno nel palazzo del Csm gli altri due, quindi dovranno comprare o affittare altre due sedi – continua – Poi dovranno fare le sale per i concorsi che saranno due, non uno. Poi c’è la scuola della Magistratura, che oggi ha tre sedi e dunque dovrà averne sei. E non solo: il Csm ha i consigli giudiziari che sono le filiali locali. Bene, adesso sono una ventina, in futuro dovranno essere una quarantina”.

I costi strutturali della riforma voluta dal ministro Carlo Nordio sono evidenti: “Sarà un’esplosione di spesa per il risultato nullo che abbiamo detto sui temi che interessano alla Meloni e a Nordio. Quindi, dovrebbero spiegarci perché per non cambiare niente dovremmo spendere il triplo o il quadruplo di quello che spendiamo adesso. Altro che 10, 20, 30 euro per i comitati del No”.

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A cura di Paolo Frosina
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