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Emanuela Orlandi, “trovato il punto d’accesso ai sotterranei della Casa del Jazz: si trova proprio sotto la sala di registrazione”

Individuato il passaggio ai sotterranei di Villa Osio dove potrebbero trovarsi i resti di Emanuela Orlandi e Paolo Adinolfi

di Alessandra De Vita
Emanuela Orlandi, “trovato il punto d’accesso ai sotterranei della Casa del Jazz: si trova proprio sotto la sala di registrazione”

Questa potrebbe essere la settimana decisiva per gli scavi alla Casa del Jazz di Roma: dopo i sopralluoghi di pochi giorni fa che hanno segnato la ripresa dei lavori, si dovrebbe passare alla fase operativa per capire cosa si nasconde da decenni nei sotterranei di Villa Osio.

Le novità

Allo scorso sopralluogo di pochi giorni fa hanno preso parte anche i Vigili del Fuoco che pare abbiano individuato l’accesso al cunicolo sotto la Casa del Jazz in viale di Porta Ardeatina. “I vigili del fuoco, durante uno dei loro recenti sopralluoghi, avrebbero infatti individuato l’apertura del passaggio che dalla superficie conduce alle catacombe che si troverebbe proprio sotto l’attuale sala di registrazione nella dependance di Villa Osio” (fonte: Corriere Roma). Gli ultimi sopralluoghi, coordinati dalla Prefettura, sono serviti a verificare se sia possibile procedere con gli scavi in sicurezza (dal momento che si era paventato il rischio di crolli e cedimenti), per consentire l’ingresso nel tunnel e nel seminterrato collegato alle antiche catacombe romane. Sembra che l’accesso al cunicolo avvenisse attraverso una scala esterna alla vecchia dependance; quei gradini portavano a un livello di profondità di circa 15 m in locali che costituivano la vecchia cantina di caccia. A collegare la villa ai sotterranei sarebbe questa scala che pare sia stata murata, ostruita (con 64 metri cubi di materiali) e cementata.

La “cassaforte” di Nicoletti

A dare un sostanziale aiuto ai tecnici nel corso degli scavi è stato un sacerdote, Don Domenico Celano, che ha instradato le ricerche nella giusta direzione per trovare in tempi più rapidi l’accesso al cunicolo che venne tombato dal “cassiere” e boss della Magliana Enrico Nicoletti che acquistò Villa Osio, il 22 marzo del 1983, dal Vicariato di Roma proprio attraverso gli Oblati, la congregazione religiosa di cui il prete faceva parte. A regolare la compravendita fu l’allora vicario, il cardinale Ugo Poletti, uno dei personaggi più volte entrati nella vicenda della scomparsa di Emanuela Orlandi. Il seminterrato potrebbe custodire i resti del giudice desaparecido Paolo Adinolfi, scomparso nel luglio del 1994, ma anche della cittadina vaticana Emanuela Orlandi. A indicare Villa Osio come luogo di sepoltura del giudice Adinolfi fu un collaboratore di giustizia che anni fa lo raccontò al giudice Guglielmo Muntoni, lo stesso che ha reperito fondi provati pur di scavare sotto la villa romana. Adinolfi, che lavorava per la sezione fallimentare del tribunale di Roma, indagò su grosse operazioni finanziarie illecite gestite anche da Nicoletti e dalla Banda che avevano portato al crollo di colossi come Fiscom e Ambra Assicurazioni. Da un’intervista di Muntoni: “Questa attività non è solo sul giudice Adinolfi. L’obiettivo è capire cosa si possa nascondere nell’antica e storica galleria che è sotto la Casa Jazz che trovammo trent’anni fa interrata. L’idea è che sia stata interrata per nascondere qualcosa ma c’è anche una botola di acceso che permetteva un recupero. Potremmo trovare dei corpi e uno dei corpi ipotizzati è quello del giudice Paolo Adinolfi: è una cosa che chiedo da 29 anni”. Nicoletti ha poi anche modificato da un punto di vista architettonico, tombando la cantina di caccia sotterranea in cui, possano esserci anche tasselli che potrebbero portare a delle risposte sulla vicenda della scomparsa di Emanuela, avvenuta nel 1983. “Tempo fa un ex criminale, a Como, mi disse che secondo un magistrato il corpo di mia sorella si sarebbe potuto trovare lì – ha dichiarato il fratello dell’allora quindicenne scomparsa, Pietro Orlandi e che quei seminterrati erano utilizzati da Enrico de Pedis (leader della Badante, ndr) per nascondere molti segreti”.

Il documento inedito

Il 3 febbraio, noi di FqMagazine abbiamo pubblicato in esclusiva un documento inedito di don Domenico Celano (consegnato alla conduttrice televisiva e giornalista Eleonora Daniele) che si rifà ai suoi ricordi della villa risalenti al 1983, anno della cessione a Nicoletti. A quanto pare il tunnel che è al di sotto della classica cantina di caccia della villa darebbe accesso ad altri tunnel. Tale ricostruzione è perfettamente sovrapponibile alla mappatura fatta dagli speleologi. Don Celano chiude la sua disamina tecnica racchiusa nel documento con una riflessione: “Nonostante mi abbiano detto di non intromettersi, di non espormi, ho deciso comunque di farmi avanti e raccontare tutto”.

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