La legge lo consente, “a patto che si abbia una motivazione valida e giusta”. Così, tre fratelli originari di Rimini hanno cambiato cognome. Come raccontato da Il Corriere di Bologna, i ragazzi, nati Bocchini, hanno scelto il cognome della mamma, ossia Muratori. I tre erano stati per anni vittime di battute volgari e così, nel 2022, il secondogenito ha depositato la prima richiesta alla Prefettura. L’avvocato Cinzia Novelli ha spiegato la vicenda a Il Corriere: “Il cognome era diventato un problema, imbarazzava il ragazzo. Ma c’è voluto più di un anno, prima che la Prefettura di Rimini concludesse l’istruttoria e decidesse di accogliere la richiesta del ragazzo”.
E ancora: “I funzionari hanno voluto cercare tra i precedenti, verificare se la motivazione addotta dal ragazzo fosse valida“. Alla fine, la richiesta del giovane è stata accolta. Via il cognome paterno, dal 2023 ha assunto quello della madre. A quel punto, anche il primogenito della coppia si è associato alla decisione del fratello, avviando l’iter burocratico per la modifica del cognome. I genitori hanno deciso di avviare la pratica anche per il figlio più piccolo, 17enne, con la Prefettura che negli scorsi giorni ha dato il via libera a entrambi.
Che cosa prevede la legge sull’attribuzione o sul cambio del cognome? In Italia, il cambio di cognome è regolato dagli articoli 89-93 del Dpr 396/2000, modificato dal Dpr 54/2012. La richiesta va fatta al Prefetto della provincia di residenza o di nascita. Nell’istanza va spiegato il motivo per il quale si richiede il cambio, che viene concesso solo per motivi validi. Nel 2022 è stata abolita l’attribuzione automatica di quello paterno alla nascita.
La sentenza della Corte Costituzionale n. 131 del 2022 che viene applicata al momento della registrazione dei nuovi nati recita: “Il figlio assume il cognome di entrambi i genitori nell’ordine dai medesimi concordato, salvo che essi decidano, di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due. In mancanza di accordo sull’ordine di attribuzione del cognome di entrambi i genitori, resta salvo l’intervento del giudice in conformità con quanto dispone l’ordinamento giuridico”.