La barba bianca, i capelli lunghi ed arruffati e gli occhiali da sole scuri indossati mentre viene sorpreso a camminare per le strade di Tel Aviv. Da giorni l’immagine di un uomo, terribilmente somigliante a Jeffrey Epstein, fa il giro del web alimentando la teoria in base alla quale il pedofilo americano non sarebbe mai morto. Giacca e maglietta nere e atteggiamento sicuro; la figura che ha generato milioni di visualizzazioni ed altrettante speculazioni sui social, è accompagnata da due uomini che hanno tutta l’aria di essere delle guardie del corpo. Ci sono voluti pochi giorni, però, per smentire la veridicità dell’immagine attribuendola al frutto del lavoro dell’Intelligenza Artificiale, anche se rimane sempre difficile sgonfiare le teorie cospirazioniste che ha generato.
Secondo le ricostruzioni rimbalzate tra i profili on line più seguiti, la teoria sarebbe questa: “il corpo di Jeffrey Epstein è stato sostituito con un altro mentre si trovava nella cella del carcere di New York, permettendo al vero Epstein di prendere la via della fuga verso Tel Aviv, dove oggi continua a vivere”.
Il canale televisivo israeliano ILTV ha dedicato un approfondimento alla questione, dimostrando come tutto questo sia falso.
La prima smentita nascerebbe dalla scarsa conoscenza della lingua ebraica dalla maggior parte delle persone. Il cartello stradale che campeggia alle spalle del trio “fotografato” mentre attraversa la strada, in inglese indica la scritta “Tel Aviv”, che sopra è riportata anche in lingua originale. Peccato che, spiegano nel video, quella dicitura in lingua ebraica non abbia alcun significato, e viene tradotta con: “senza senso”.
Il passaggio successivo avrebbe poi svelato come la foto sia stata chiaramente generata dall’Intelligenza Artificiale. France 24, in un altro Fact Check, avrebbe ricavato la versione originale dell’immagine dalla piattaforma Reddit. Analizzandola nella sua interezza e priva dei tagli operati da chi l’ha diffusa in rete si osserva che, sulla scarpa dell’uomo che si trova sulla destra, si scorge il logo a forma di diamante di Gemini, il modello di intelligenza artificiale generativa sviluppato da Google. Tagliando quel dettaglio, la foto ha potuto circolare insieme a tutte le speculazioni che ha provocato, compresa quella prontamente smentita dalla tv israeliana in base alla quale Epstein, non solo non sarebbe morto, ma sarebbe stato un agente del Mossad che, evidentemente, gli avrebbe anche fornito una via di fuga dal carcere.
“Epstein era ebreo ed era molto amico dell’ex primo ministro Ehud Barak” ha premesso il servizio di ILTV, teorizzando che solo questo sarebbe bastato a spingere i cospiratori a dedurre che Epstein sarebbe stato arruolato dai servizi segreti. “Ma guardando a fondo nei Files – prosegue il servizio pubblicato on line – la realtà sarebbe un’altra”. La spiegazione, a quel punto evidenzia come tra gli amici del faccendiere ci fossero anche ex presidenti americani, l’ex principe Andrea e tanti altri personaggi della politica, dei media e milionari vari; “perché la fissazione sul primo ministro israeliano?” si chiede a quel punto la conduttrice.
Di più, nel Files, prosegue la contro-teoria, ci sarebbero migliaia di citazioni della Russia che avrebbero portato a pensare che fosse invece un agente del KGB. Infine, in una e-mail mostrata nel video, Epstein, dopo aver ricevuto un invito a recarsi in Israele, avrebbe declinato dicendo “non mi piace Israele”. Allora, si chiede il servizio, perchè on line vengono invocate tante teorie antisemitiche?
Altra teoria, altro fuoco per i complottismi. L’account del videogioco Fortnite usato dal faccendiere nato a Brooklyn sarebbe rimasto “vivo e attivo in Israele”, anche dopo la sua morte, avvenuta nell’agosto del 2019. Epic Games, il 6 febbraio, si è vista costretta a smentire ufficialmente le voci circolate online che collegavano quell’account Fortnite a Jeffrey Epstein, confermando che il profilo “littlestjeff1” non era riconducibile a lui.
Questa voce aveva preso forza dopo che l’alias era apparso in alcuni documenti relativi ad Epstein emersi dai Files pubblicati a fine gennaio. “Ehi, qui è Fortnite ufficiale: si trattava di uno stratagemma di un giocatore di Fortnite”, ha scritto Fortnite Status sul X, aggiungendo che “il proprietario di un account Fortnite esistente ha cambiato il proprio nome utente da qualcosa di totalmente estraneo a littlestjeff1, in seguito alla rivelazione di littlestjeff1 come nome su YouTube”.
L’alias, che in effetti compare tra il materiale pubblicato dal Dipartimento di Giustizia, è in realtà quello di una e-mail contenente la ricevuta dell’acquisto di un film da YouTube, mentre un File del 7 maggio 2019 mostrerebbe un addebito di 25,95 dollari per Fortnite V-Bucks, ma senza mostrare quell’account. Queste rivelazioni avrebbero portato gli utenti online a cercare quel nome utente sulla piattaforma di gioco, trovandolo in effetti attivo anche dopo la morte di Epstein.
A quel punto, persino il Ceo di Epic Games, Tim Sweeney, è dovuto intervenire su X scrivendo: “Qualcuno si sta divertendo rinominando il suo account su Fortnite, ma è una cosa recente e non connessa agli indirizzi e-mail nel nostro archivio”.