Una scelta autonoma di Carlo Conti, quella di chiamare Andrea Pucci come co-conduttore al Festival di Sanremo. Così riportava ieri 10 febbraio Il Corriere della Sera: “una scelta artistica che si basava su due cardini: da un lato la stima del conduttore nei confronti del comico, dall’altro l’indubbio successo che riscuote a teatro (i suoi spettacoli sono spesso sold out)”.
E oggi, ospite di Fiorello a La Pennicanza, su RadioRai2, Conti ha rivendicato la sua idea – che, come ormai è noto, non si concretizzerà perché il comico ha dato forfait dopo le critiche e “le minacce” ricevute online – con queste parole: “Ci si può scherzare però mi dispiace molto per Andrea (Pucci, ndr) sia umanamente che professionalmente. La sua è stata una scelta autonoma”.
Il conduttore e direttore artistico del Festival ha ricordato poi un precedente, ovvero le contestazioni ricevute da Maurizio Crozza. Della serie, a Sanremo tutto è possibile. E ha aggiunto: “Non pensavamo di creare un affare di Stato, la mia scelta era per un artista che riempie i teatri”. “Un affare di Stato”, dice Conti, perché dopo la rinuncia di Andrea Pucci è arrivata la solidarietà della presidente Giorgia Meloni e, a seguire da Salvini, La Russa, e Tajani.