In appena una settimana, due capodogli sono morti arenati sulle coste dello Jutland, la penisola occidentale della Danimarca. Come riportano i media locali, il primo animale è stato rinvenuto senza vita nella baia di Ålbæk, nella zona nord dello Jutland, il secondo a Blåvandshuk, sulla costa sud-occidentale. La duplice morte ha sollevato interrogativi.
Le autorità sono al lavoro per salvaguardare l’incolumità delle persone. Nel weekend tra il 7 e l’8 febbraio, Astrid Dalum, fotoreporter dell’agenzia France Press, ha immortalato a Blåvandshuk alcuni bambini che giocavano attorno alla carcassa. Inoltre, molte persone si sono recate sulle spiagge per fotografare da vicino i corpi dei due animali. Un’azione pericolosissima secondo le autorità, che hanno vietato ai più curiosi di avvicinarsi ai capodogli. Secondo l’organizzazione, infatti, stare in presenza di cetacei spiaggiati può essere pericoloso per il rischio di esplosione dei corpi. I gas accumulati all’interno delle carcasse possono esercitare una pressione molto forte sull’organismo, al punto tale che i capodogli potrebbero esplodere e rilasciare materiale organico. Come riportano i media, in passato in Danimarca alcune persone sono rimaste ferite proprio dallo scoppio di un capodoglio.
A Blåvandshuk le autorità competenti hanno deciso di evitare l’intervento umano per rimuovere la carcassa e lasciare che la natura faccia il suo corso. La decisione ha sollevato le critiche dei cittadini e degli animalisti, poiché i tempi di decomposizione dei corpi saranno lunghi e la putrefazione rilascerà sgradevoli odori. Nella baia di Ålbæk, invece, le autorità sono intervenute con mezzi appositi e hanno rimosso la carcassa dissezionandola.
I dubbi degli esperti
La morte dei capodogli apre un interrogativo. La presenza dei cetacei, che possono superare i 20 metri di lunghezza, in prossimità del Kattegat – il braccio di mare che separa Danimarca e Svezia caratterizzato da acque non profonde – ha sollevato dubbi. Gli esperti si interrogano sulle ragioni degli spiaggiamenti nella zona dello Jutland. Secondo le prima analisi, la morte dei due animali potrebbe essere stata causata da malattie, dal disturbo creato dai sonar o altri sottomarini o, ancora, dai cambiamenti repentini delle correnti e delle maree.