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Spalletti bacia sulla spalla l’intervistatrice di Dazn. La polemica sul rigore: “Gli arbitri devono diventare professionisti”

Il tecnico della Juve fa discutere per il suo comportamento e le sue parole nel post-partita della sfida con la Lazio, pareggiata per 2 a 2
Spalletti bacia sulla spalla l’intervistatrice di Dazn. La polemica sul rigore: “Gli arbitri devono diventare professionisti”
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Luciano Spalletti protagonista di un bacio alla giornalista di Dazn Federica Zille nel post gara di JuventusLazio, terminata 2 a 2. Un bacio improvviso sulla spalla, appena accennato, per parlare del tema dei “contatti”, causa dei calci di rigore. Un atteggiamento che sta facendo discutere sui social. L’episodio a cui si riferisce Spalletti in questo caso è l’entrata di Gila su Cabal, ritenuta non sufficiente dall’arbitro per assegnare il calcio di rigore. “L’arbitro l’ha interpretata come vuole, il difensore commette un gesto imprudente. Gila colpisce un giocatore che fa la sua corsa, che può ricevere il pallone, per cui è un gesto imprudente”, dice Spalletti.

Questo il commento dell’allenatore della Juventus sul contatto sospetto, che poi allarga il discorso a una criticità sistemica del nostro campionato: “Le regole vanno bene, ma c’è sempre l’interpretazione. Le situazioni vanno sempre valutate, vanno giudicate, anche stasera in campo eravamo in 23 e quello non professionista è l’arbitro. Io non voglio parlare di arbitri, non lo voglio fare, però ogni domenica esce qualcosa di nuovo. Se si valuta che ogni step on foot è rigore, quello di stasera è rigore tutta la vita”.

La dura critica di Spalletti si inserisce in una giornata in cui è stato protagonista il caso legato al fallo di Cornet su Vergara che ha regalato il tiro dagli undici metri al Napoli nella partita Genoa-Napoli e che ha poi scatenato le polemiche. Per il tecnico bianconero, serve un cambiamento radicale nella gestione degli arbitri: “Va fatta una riforma che metta a posto questa classe. Sono troppo importanti dentro al campo e sono gli unici precari intorno allo stadio, anche di quelli che lavorano intorno. Devono essere professionisti tutti, perché poi si va a parlare sempre di questo. E invece io non lo voglio fare, non l’ho fatto quando me l’hanno dato e neanche quando me l’hanno tolto”, ha voluto sottolineare Spalletti.

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