Non accennano a diminuire le polemiche dopo la performance di Ghali che si è tenuta ieri 6 febbraio alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 allo stadio San Siro di Milano. Dopo l’esibizione sui social si è acceso un nuovo dibattito. In particolare su X, numerosi utenti hanno espresso perplessità e critiche sul trattamento riservato all’artista, parlando apertamente di una possibile “censura” durante la diretta in tv.
L’artista ha risposto proprio oggi sui suoi canali social: “Pace? Armonia? Umanità? Non ho sentito niente di tutto questo ieri sera, ma l’ho sentito attraverso i vostri messaggi. Le persone sono ciò che conta davvero e, in un momento di così tanto odio, vi prego di non giocare il loro gioco e di rispondere sempre come vorremmo che il mondo fosse. Ci sono cose da non fare mai”.
Il cantautore, ieri sera, ha recitato i versi di “Promemoria” di Gianni Rodari aprendo una riflessione potente sul rifiuto della guerra. Sui social però è scoppiata la polemica per una presunta censura prima della Rai con i commentatori Paolo Petrecca, accompagnato da Stefania Belmondo e Paolo Genovesi, che hanno inanellato una gaffe dietro l’altra durante tutta la cerimonia, parlando addirittura sopra Andrea Bocelli mentre cantava, ma che poi sono rimasti stranamente silenziosi durante la performance dell’artista, senza citarlo.
E poi la regia non ha mai dedicato un primo piano a Ghali non si sa se per scelta artistica o “strategica”. Va detto che la regia dello show non è di pertinenza Rai, in quanto affidata al noto regista teatrale e cinematografico Damiano Michieletto. Le immagini diffuse erano le stesse anche per Eurosport, ma anche per tutti i network mondiali. Quindi sulla carta non è stata una scelta di pertinenza Rai.
Sul secondo punto è arrivata la puntualizzazione di Andrea Varnier, amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina 2026: “Io ho visto le immagini e ho trovato le immagini veramente molto belle del segmento di Ghali. Il suo segmento era una coreografia molto poetica, di ragazzi che danzavano e che poi hanno formato una colonna olimpica. Credo che l’idea della regia televisiva era quella di vedere l’insieme piuttosto che singolo, per cui io l’ho trovato un segmento molto poetico e che ha dato un contributo importante all’intera cerimonia”.
Già alla vigilia della cerimonia Ghali aveva spiegato che alcuni dettagli, rispetto agli accordi iniziali, erano cambiati in merito a ciò che avrebbe dovuto fare proprio per lo show internazionale: “Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo. So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro”.