A 73 anni Enzo Iacchetti è diventato nonno. Un evento che, in qualche modo, ha cambiato la sua vita, come racconta a La Stampa. “A fine gennaio è nata la mia nipotina, Penelope. – ha affermato il conduttore di ‘Striscia la Notizia’ – Quando l’ho presa tra le braccia ho pensato: cos’è sta roba? Ora dovrò abituarmi a sentirmi chiamare nonno: due ‘no’ di fila con una n in mezzo rafforzativa. Ho detto tutto…”.
E ancora: “A 30 anni ti senti invincibile, da anziano diventi più razionale. Tante volte mi viene malinconia ripensando a quel ragazzo di 16 anni, con la chitarra in mano, che sperava in un mondo libero, pieno di fiori, di amicizia e di amore. Un sogno che non si è realizzato”.
“Sono arrivato a 73 anni e mi basta un tg per intristirmi e sprofondare nel pessimismo. – ha continuato l’attore – Però tenendo in braccio Penelope e guardando all’entusiasmo di mio figlio, che crede ancora nella vita al punto di donarla a un’altra creatura, ritrovo la forza di combattere. Per loro, sì, posso ancora lottare”.
Iacchetti poi ha raccontato dei momenti di malinconia “la grande compagna di tutti gli attori comici. Il successo poi è una brutta bestia: può darti alla testa. Quando Striscia debuttò io e Greggio facevamo 12 milioni di spettatori, con punte di 16 milioni. La mia fortuna è stata arrivarci da grande, quasi 40enne, con le spalle abbastanza larghe per gestire la fama. Ma le difficoltà restano”.
La considerazione finale è che “oggi quella più grande è rapportarsi con i bugiardi e con le persone che ti vogliono fare del male. È sufficiente non accettare di dare corda alla falsità per ricevere valangate di letame”.