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Referendum, il No avanza nei sondaggi e arriva al 48,5%. Per il 51% la riforma Nordio “non migliorerà la giustizia”

Dopo il "pareggio tecnico" stimato da Ixé, anche Demopolis dà la partita delle urne ancora aperta: un quarto degli elettori deve ancora decidere se e cosa votare. E per Eumetra il divario si è ridotto a soli tre punti
Referendum, il No avanza nei sondaggi e arriva al 48,5%. Per il 51% la riforma Nordio “non migliorerà la giustizia”
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Il Sì in vantaggio di sei punti sul No, con un quarto dell’elettorato ancora indeciso su cosa votare o direttamente se recarsi o meno alle urne. Dopo il “pareggio tecnico” stimato da Ixé, un altro sondaggio dà la partita del referendum sulla riforma Nordio ancora molto aperta a cinquanta giorni dal voto del 22 e 23 marzo. Secondo una rilevazione dell’istituto Demopolis, condotta dal 28 al 30 gennaio su un campione di duemila intervistati, il 39% degli italiani è orientato a confermare la modifica costituzionale approvata dalle Camere, il 35% a bocciarla, mentre un 26% non ha ancora preso posizione e/o non sa se andrà a votare. Scorporando questa quota e considerando solo chi si è espresso, il Sì è stimato al 53%, il No al 47%. Un distacco molto inferiore alla media di quelli stimati dai sondaggi delle ultime settimane, che in alcuni casi superavano ampiamente i dieci punti.

Secondo l’ultimo sondaggio di Eumetra per La7 il divario con il Sì il 28 gennaio si sarebbe addirittura ridotto a soli tre punti: 51,5% contro 48,5%. Nel dettaglio, la rilevazione mostra come in due settimane il vantaggio iniziale del Sì si sia quasi dimezzato. Il 14 gennaio il distacco era di oltre cinque punti, sceso a poco più di quattro il 21 gennaio. La tendenza all’aumento dei contrari, d’altra parte, emerge anche dalla media bisettimanale delle rilevazioni curata dall’istituto Bidimedia sondaggi: tra il 15 e il 19 gennaio il No ha recuperato 1,8 punti sul Sì, attestandosi al 43,7% contro il 56,3% (media tra il 50,1% di Ixé e il 62,8% stimato da Lab21 per Affaritaliani).

La campagna referendaria, però, ha ancora margini enormi per orientare gli elettori: dal sondaggio Demopolis emerge che solo un terzo degli italiani (il 34%) afferma di conoscere i principali contenuti della riforma approvata dalle Camere, il 21% “solo genericamente”, mentre il 45% non li conosce affatto. Già adesso, però, la maggioranza degli intervistati è convinta che la riforma “non migliorerà il funzionamento complessivo del sistema giudiziario in Italia”: risponde così il 51%, contro un 35% secondo cui invece avrà un effetto positivo e un 14% che non si esprime in merito.

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A cura di Paolo Frosina
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