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“Lascio il sacerdozio. Il mio cuore è lo stesso, forse più libero e vero”: Don Alberto Ravagnani non è più prete. Dalla vocazione allo spot di un integratore, la storia

Il 31 gennaio era stata diffusa una nota dell’arcidiocesi di Milano con la sua decisione di sospendere il ministero. Oggi la conferma definitiva

di Gabriele Scorsonelli
“Lascio il sacerdozio. Il mio cuore è lo stesso, forse più libero e vero”: Don Alberto Ravagnani non è più prete. Dalla vocazione allo spot di un integratore, la storia

Il sacerdote influencer Don Alberto Ravagnani ha deciso di lasciare il ministero presbiterale. Lo ha reso noto lui stesso in un video pubblicato oggi 1 febbraio sui suoi profili Instagram e TikTok: “Le ragioni della mia scelta sono tante e complesse e non è certo questo lo spazio migliore per parlarne – ha sottolineato riferendosi ai due social –. Sono molto consapevole di quello che sto facendo. Ci ho pensato tanto, mi sono confrontato tanto. Ora non so esattamente cosa succederà, però sono sereno. Perché continuerò a vivere la mia missione, a vivere la mia vocazione e a fare del bene”.

“Il mio cuore rimane lo stesso” Niente più colletto, amministrazione di sacramenti o celebrazioni eucaristiche. “Ma il mio cuore sarà sempre lo stesso. Anzi, adesso forse persino più libero e più vero”. Sotto il reel, poi, l’annuncio di un video sul suo canale YouTube (dove vanta più di 160mila iscritti) in uscita tra pochi giorni. Per spiegare, probabilmente con più calma e sulla piattaforma che ha lanciato la sua avventura sul web, le motivazioni di questa scelta. Nella giornata di ieri, 31 gennaio, l’arcidiocesi di Milano aveva diffuso un comunicato, firmato dal vicario generale Franco Agnesi, rivolto ai fedeli della parrocchia di San Gottardo al Corso (Milano), dove l’ormai ex prete operava. “Carissimi, è doveroso condividere con voi che don Alberto Ravagnani ha comunicato all’Arcivescovo la decisione di sospendere il ministero presbiterale. Con oggi non svolge più il compito di Vicario Parrocchiale e di collaboratore della Pastorale giovanile diocesana”.

Il reel premonitore – Ravagnani non ha commentato subito la sua decisione. Prima del reel pubblicato questa mattina, aveva condiviso sui social solo un filmato in cui riassume la sua vita. “Da piccolo volevo fare tutt’altro, ma a 14 anni una persona mi ha detto che la fede, o si sceglie o si scioglie. Così ho scelto di essere cristiano, di andare a messa, ma soprattutto di andare all’oratorio”, esordisce. Da lì ripercorre “l’esperienza di Dio durante una confessione a 17 anni”, la “presa a bene” per Gesù e per una compagna di classe, per arrivare poi alla scelta del seminario dopo la maturità. “Prego, studio, divento grande. A 24 anni devo prendere la scelta più importante della mia vita: divento prete”. Il filmato continua poi con l’elenco di una serie di decisioni, come quella di “mettermi dalla parte dei ragazzi cosiddetti difficili, di diventare uno youtuber per stare accanto alle persone durante il Covid, di aprire il mio oratorio ai ragazzi di tutta Italia (…), di non vestirmi da prete, poi fare il prete in maniera originale anche a costo di far arrabbiare qualcuno”. Infine, la sponsorizzazione al nuovo libro La scelta, “in cui racconto le scelte della mia vita e quello che ci sta dietro. E anche quello che mi sta davanti e anche ancora non sapete”. Una frase che già aveva lasciato intuire qualcosa, ma che adesso è riconducibile con certezza alla decisione di lasciare il ministero sacerdotale.

Il ritratto di Ravagnani – Classe 1993 e uno dei preti (ormai ex) più seguiti d’Italia sui social, Ravagnani ha visto crescere esponenzialmente i suo follower durante la pandemia di Covid 19: i giovani hanno iniziato a seguirlo per i suoi video con montaggio, tono narrativo e linguaggio vicini a quelli della generazione Z. Un modo di evangelizzare non usuale, che ha catturato l’attenzione di ragazzi e ragazze. Adesso non potrà più essere una guida spirituale riconosciuta dal Vaticano, ma ha chiesto – si legge sempre nella nota di Agnesi – che la comunità parrocchiale e diocesana continui “ad accompagnare coloro hanno condiviso in questi anni proposte educative, liturgiche e spirituali”. In particolare nella Parrocchia di San Gottardo, dove opera dal 2023, e in cui l’adorazione eucaristica del giovedì sera da lui lanciata “rappresenta per tanti giovani un appuntamento prezioso e ricercato di preghiera, riconciliazione e fraternità”.

Il dissing con Fedez e la pubblicità agli integratori – Negli anni e nei mesi scorsi, Ravagnani era già balzato agli onori della cronaca. Dopo essere stato ospite nel 2020 a Muschio Selvaggio, il podcast che il rapper conduceva insieme al creator Luis Sal, nel 2021 e nel 2022 don Alberto aveva avuto alcuni diverbi via social con l’ex marito di Chiara Ferragni. A settembre 2025, invece, aveva pubblicizzato un’azienda di integratori (“Santo sì, ma anche sano”) ma, pur assicurando che il ricavato sarebbe stato usato per opere di evangelizzazione, è finito al centro di una bufera social. “Hai reso il tuo tempio un mercato, chissà se te ne rendi conto”; “Ho il vomito”; “Non capisco quale sia la vocazione di questa persona”, “Stai oltrepassando il limite don, un sacerdote deve fare altro”, erano stati alcuni dei commenti. Lui aveva risposto a tono: “Prova a chiedere al tuo parroco come recupera i soldi per la parrocchia. Feste, mercatini, collaborazione con le aziende del territorio. Ecco, io faccio lo stesso ma online”.

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