Crime

Asportava parti del corpo a persone ancora vive e trasmetteva tutto in diretta streaming “in un sito accessibile a tutti”: l’atroce storia di Marius Gustavson detto Il Castratore raccontata in un doc

La vicenda si è conclusa nel 2024 quando un tribunale inglese l’ha condannato all’ergastolo, ma torna ora nel documentario The Eunuk Maker in onda in Inghilterra su Crime+Investigation. Nel 2017 la prima traccia della successiva follia criminale: si fa rimuovere il pene da Damien Byrnes, tizio che finirà tra i coimputati al processo del 2024

di Davide Turrini
Asportava parti del corpo a persone ancora vive e trasmetteva tutto in diretta streaming “in un sito accessibile a tutti”: l’atroce storia di Marius Gustavson detto Il Castratore raccontata in un doc

Castrava e asportava parti del corpo a persone ancora vive e trasmetteva in diretta streaming le operazioni chirurgiche amatoriali che compiva. La sordida vicenda del 46enne Marius Gustavson detto anche Eunuk Maker o il Castratore si è conclusa nel 2024 quando un tribunale inglese l’ha condannato all’ergastolo, ma torna ora nel documentario The Eunuk Maker in onda in Inghilterra su Crime+Investigation.

Gustavson viveva una vita apparentemente tranquilla in una casa a schiera vittoriana di Finsbury Park, a Nord di Londra, ma all’insaputa dei suoi vicini, la stanza del suo sottoscala era stata trasformata in una macelleria, dove segava parti del corpo e trasmetteva il tutto in diretta streaming a 20.000 abbonati paganti. L’uomo è stato arrestato nel novembre 2022 dopo aver marchiato il polpaccio di un uomo con le lettere EM, ovvero “eunuk maker”, ma quello che trovarono i primi investigatori giunti a casa di Gustvson furono parti del corpo nascoste nei congelatori alla maniera di Jeffrey Dahmer.

Nato in Norvegia, nella città di Drammen, a sud-ovest di Oslo, Gustavson lavorava come impiegato postale ed era anche presidente della comunità LGBT di Drammen, nonché leader e organizzatore del Pride locale. Nel 1999 Gustavson viene condannato per frode ma la pena viene sospesa, mentre nel 2001 sconta otto mesi di carcere per frode informatica. Inizia a viaggiare tra Regno Unito e Norvegia, poi si sposa nel 2021 (e si separa nel 2016) trasferendosi definitivamente a Londra. Nel 2017 la prima traccia della successiva follia criminale: si fa rimuovere il pene da Damien Byrnes, tizio che finirà tra i coimputati al processo del 2024 per aver effetturato interventi chirurgici non autorizzati assieme a Gustavson.

Nel 2019 si fa congelare una parte della gamba e gli viene asportato un capezzolo. Da lì, le cose precipitarono. Apre il sito Eunuchmaker, spazio web alla luce del sole dove le persone potevano pagare per assistere a interventi chirurgici eseguiti su altri, in diretta streaming. Il sito offriva anche servizi come la castrazione maschile e diversi livelli di iscrizione, da quella gratuita a quella VIP (che costava 100 sterline). Gustavson faceva parte della comunità dei “nullo”: ovvero quel gruppo di uomini che si riconosce in un’anatomia corporea nulla e desiderano farsi rimuovere chirurgicamente qualsiasi caratteristica sessuale identificativa, per lo più i genitali, e che desiderano apparire, proprio come ha dichiarato Gustavson al processo “come una bambola Ken, senza niente sotto”.

Il problema, tra i tanti di questa criminale e perversa vicenda, è che Gustvason e il suo team utilizzavano coltelli da cucina e utensili usati per castrare gli animali per eseguire gli interventi chirurgici e, in seguito, mettevano all’asta le parti del corpo con il pulsante “compralo subito”. Altro dato mostruoso: Gustavson rimuoveva parti del corpo e mentre ancora gocciavano di sangue le addentava e ne masticava dei pezzi. Tra le vittime di un’operazione ovviamente finita male c’è stato anche un 16enne. Le chiamate di emergenza che compiva Gustavson agli ospedali, in questo caso come in decine di altri finiti male, sono state ascoltate in tribunale e vi si sente l’uomo mentire agli operatori su come le sue vittime si fossero ferite.

Alcuni cifre sull’attività del “Castratore”: 22.841 utenti registrati; 300.000 sterline di ricavi. “Una caratteristica notevole di questo caso è che il sito web operava in piena vista, non sul dark web, ed era accessibile a chiunque vi si imbattesse e avesse la voglia e i mezzi per pagare per vedere il filmato raccapricciante”, ha spiegato uno dei testimoni del processo. E sebbene la maggior parte delle vittime e delle persone coinvolte attivamente nella castrazione non fosse disposta a parlare, nel 2020 una persona si è fatta avanti e ha raccontato alla polizia della Cornovaglia le procedure che gli erano state eseguite. Ha anche fornito una chiavetta con 5.000 messaggi WhatsApp, oltre a immagini e video dell’intervento. L’uomo ha poi raccontato alla polizia di essere stato “sotto l’effetto di droghe”, legato a un letto e sottoposto a elettrocuzione prima che Gustavson lo marchiasse con un ferro rovente.

“Mi rendo conto di essermi fidato della persona sbagliata e che Gustavson è in realtà un pazzo, ma mi aveva come ipnotizzato”, ha testimoniato la vittima. Grazie a questa testimonianza è scattato il raid della polizia inglese in tutto il paese che ha sgominato la rete di Gustavson e arrestato Gustavson stesso. Quando la polizia ha fatto irruzione nella casa del Castratore, ha trovato il suo congelatore pieno di parti del corpo altrui; il suo pene conservato in un cassetto, quattro anni dopo essere stato amputato; e i suoi testicoli erano stati incorniciati e pendevano sopra il suo letto. Nel maggio 2024, Gustavson è stato condannato a 22 anni di carcere, insieme a sei dei suoi complici. Non ha mai espresso rimorso per le sue azioni, né per il danno arrecato alle sue vittime.

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