Il mondo FQ

Giustizia

Ultimo aggiornamento: 17:40

Il procuratore di Reggio Calabria Borrelli: “Referendum? La riforma non risolve nessun problema della giustizia, come la lunghezza dei processi”

Il capo della Procura calabrese critica anche il sorteggio dei membri togati del Csm: "Quanto potrebbe incidere, sulla forza del potere legislativo, un Parlamento estratto a sorte tra tutti i cittadini?"
Icona dei commenti Commenti

La riforma, alla quale io personalmente sono contrario, non risolve nessuno dei problemi della giustizia. E soprattutto non risolve quello che è il principale problema: la lunghezza dei tempi del processo. Anche una decisione o un’iniziativa sbagliata, se è contenuta in 3 o 4 mesi è una cosa superabile. Se un processo dura 12 anni segna indelebilmente un’intera esistenza”. È quanto afferma il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Inevitabile, in una giornata come questa, il riferimento è alla riforma della giustizia oggetto del referendum del 22 e 23 marzo.

“Siccome noi abbiamo sempre stabilito un collegamento tra i tempi del processo e le risorse disponibili, – ha aggiunto Borrelli – negli ultimi anni abbiamo avuto una dimostrazione perché gli stanziamenti fatti per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr hanno determinato un crollo verticale delle pendenze, nel civile e nel penale. Tra sei mesi, una parte di queste risorse verranno sottratte. Trovo che francamente sia una cosa inconcepibile che un Paese, uno Stato non investa sul diritto dei cittadini a un processo giusto e rapido. Speriamo che ci sia, sotto questo profilo, un ripensamento”.

A proposito dello scontro tra la politica e la magistratura, il procuratore di Reggio Calabria crede “che ci possano essere delle concezioni che si contrappongano legittimamente. Però, francamente, mi pare strano che i fautori del pensiero liberale, dove il liberalismo è chiaramente fondato non solo sulla tripartizione, ma anche sul bilanciamento dei poteri, non si rendano conto dell’incidenza che ha sul bilanciamento dei poteri un organo di autogoverno che viene estratto a sorte. Bisogna pensare a quanto potrebbe incidere, sulla forza del potere legislativo, un Parlamento estratto a sorte tra tutti i cittadini. Al di là di quelli che sono i dettagli tecnici, credo che la riforma incida, indirettamente e profondamente, sull’indipendenza dell’intero potere giudiziario e sulla sua capacità non di contrapporsi ma di bilanciare gli altri poteri dello Stato, com’è normale che avvenga in una democrazia liberale. E come il nostro costituente aveva previsto in questo modo, garantendo la tenuta democratica di questo Paese, dalla Costituzione fino ad oggi”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione