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“Tutto il resto è rumore di fondo”: Federica Pellegrini frena le polemiche con la foto della figlia ricoverata e monitorata in ospedale per febbre

La campionessa pubblica una foto di Matilde ricoverata per febbre, chiudendo le polemiche sui bambini portati malati all'asilo

di Giuseppe Candela
“Tutto il resto è rumore di fondo”: Federica Pellegrini frena le polemiche con la foto della figlia ricoverata e monitorata in ospedale per febbre

“Tutto il resto è rumore di fondo”, questo il messaggio pubblicato da Federica Pellegrini sui social con la volontà di archiviare le polemiche dei giorni scorsi. Una fotografia di sua figlia Matilde, attualmente ricoverata e monitorata in ospedale, avvolta in una coperta e con strumenti medici di controllo collegati, alle prese con gli effetti di una febbre alta e complicazioni respiratorie che nei giorni scorsi l’avevano portata in ospedale per convulsioni febbrili.

“Chi porta i figli all’asilo con la febbre è un irresponsabile pezzo di me**a”, aveva scritto Matteo Giunta. La nuotatrice, incinta del secondo figlio, poco dopo lo aveva sostenuto pubblicamente: “Sottoscrivo la story di mio marito”. Spiegando di aver vissuto una “settimana molto difficile” e scusandosi “per gli impegni che ho dovuto cancellare”.

Giunta ha spiegato successivamente che la sua reazione era stata dettata dallo stress e dalla paura per la salute della figlia, ringraziando chi aveva mostrato sostegno e sottolineando l’importanza di una maggiore tutela collettiva dei bambini, dei genitori e degli operatori scolastici: “Voglio essere chiaro. Capisco perfettamente che ci siano famiglie in difficoltà, che non possono assentarsi dal lavoro quando un figlio si ammala. Ma quelle stesse famiglie – ha scritto su Instagram – dovrebbero pensare che ci sono altri genitori nella loro stessa situazione. Che magari non hanno alternative nemmeno loro. E che si ritrovano il figlio a casa con 40 di febbre per una decisione altrui. Se viviamo in una comunità, dobbiamo comportarci di conseguenza. E invece spesso prevale l’egoismo”.

Giunta ha detto di non essersi pentito per quello che ha scritto, “forse oggi eviterei di riscrivere l’insulto, ma in quel momento ero un padre arrabbiato, con la figlia in ospedale, e ho scritto come mi veniva. Perché non sono un robot”, ha proseguito.

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