“Scene di sesso? Con Stefano Accorsi litigammo per girarne una”. Miriam Leone e il magico mondo della finzione cinematografica. A pochi giorni dall’uscita di Le cose non dette di Gabriele Muccino, dove Leone e Accorsi tornano a fare coppia, ecco qualche frase a mezza bocca pronunciata dall’attrice catanese durante il podcast di Gianluca Gazzoli. “Con Stefano è bello perché ogni volta che succede (lavorare insieme ndr) ci lanciamo una piccola sfida, dove sappiamo che ci sorprenderemo l’un l’altra e porteremo in scena qualcosa che ci sorprenderà. Infatti alla fine di ogni scena piangiamo, ci abbracciamo, ci tiriamo pugnetti, ci diciamo ma questa dove l’hai tirata fuori”.
Anche se a rivedere le scene insieme (Marylin ha gli occhi neri, 1992, 1993, 1994) di trovate sorprendenti fatichiamo a trovarne, Leone evoca una specie di stramba litigata proprio con Accorsi all’epoca di 1992: “Avevamo discusso io e Stefano per una scena, me lo ricordo, alla mensa di Cinecittà, mi ricordo che abbiamo fatto un serio litigio, perché sono delle scene delicate, ma anche delle scene cretinissime, perché immaginati due in una stanza con tutte le persone che mi mimano l’atto sessuale, la cosa meno erotica del mondo. Avevamo accordato che se avessimo fatto una cosa in scena, poi avremmo tolto una scena di sesso e io ho detto “va bene dai, trattavamo no?” e lui dice che in realtà questo accordo non me l’aveva mai dato, ma siamo amici lo stesso”.
Insomma, siamo dalle parti di Ultimo tango a… Cinecittà (Accorsi è stato ideatore e protagonista della serie ndr) con Leone che però minimizza, elude, spiazza sostenendo che le scene di sesso sui set sono più imbarazzanti per gli uomini che per le donne, proprio per l’improvvisa presenza di quella cosa lì…: “Hanno paura che possa avvenire qualcosa, ma non perché provino… ma spesso vedi che loro sono in assoluto sbattimento, quello diventerebbe un momento molto imbarazzante”.