Sparatoria Milano, il verbale del poliziotto: “Ho visto due figure”. Si cerca un potenziale testimone
Non solo lo spacciatore arrestato dalle volanti, ora sulla scena del boschetto di Rogoredo dove lunedì sera un agente in borghese ha sparato e ucciso Abderrahim Mansouri, marocchino di 29 anni che gli puntava contro un’arma a salve, compare una terza persona, probabilmente il vero testimone che potrebbe raccontare cosa è avvenuto. L’agente indagato per omicidio volontario dopo essere entrato nel boschetto e aver oltrepassato il luogo dove i poliziotti avevano già fermato un uomo, intravede due ombre, una di queste è Mansouri, detto Zack, e la cui famiglia da anni, secondo la polizia, gestisce lo spaccio al boschetto: “A un certo punto da lontano vedo due figure che si avvicinavano verso di noi – mette a verbale – Poi uno l’ho perso di vista, mentre l’altro, inizialmente perso di vista, l’ho rivisto di nuovo avvicinarsi”. È l’uomo che sarà poi colpito da un solo colpo alla testa.
Il verbale del poliziotto che ha sparato
“Da quando l’ho visto a quando è arrivato saranno passati dieci minuti. Io dico al collega che essendo molto conosciuto in zona era meglio se mi mettevo il cappuccio per non essere riconosciuto. Quando siamo arrivati a venti metri, la persona si è fermata, ci siamo qualificati dicendo: ‘Fermo, polizia’ e lui ha tirato fuori dalla tasca destra un’arma puntandomela contro. Nel frattempo avevo aperto il giubbotto e avevo fatto un passo per iniziare a rincorrerlo, ho estratto la pistola dalla fascia addominale e ho esploso un colpo in direzione del soggetto”.
“Volevo rincorrerlo”. Poi ha allontanato l’arma
Quindi il poliziotto indagato in forza presso alla squadra investigativa del commissariato Mecenate aggiunge: “L’ho riconosciuto, lo chiamano con lo pseudonimo di Zack. Di recente era stato fermato. La mia idea era rincorrerlo, è una dinamica che si ripete sempre. Lui aveva la mano in tasca, ha tirato fuori la pistola e me l’ha puntata”. L’uomo viene colpito. Che succede? “Mi sono avvicinato e ho riconosciuto Mansour, Zack, ho chiamato subito e ho comunicato via radio. Era a faccia in su sdraiato a terra con la pistola a 15 centimetri, ho sentito l’esigenza di allontanare l’arma perché la persona rantolava. Avendo questa esigenza ho chiesto di fare delle foto. Ricordo che la sicura non era inserita e ho fatto delle foto. Quando hanno fatto le foto l’arma non era stata toccata. Il Mansour non era in grado di parlare”.
Si cerca un potenziale testimone, forse due
È questa la scena che viene vissuta nel boschetto di via Impastato. Un racconto che immortala la presenza di un secondo uomo o forse due che al momento gli inquirenti stanno cercando. “Ho avuto molta paura – ha poi aggiunto il poliziotto con oltre vent’anni di servizio sulle spalle – In tanti anni di polizia qualcosa ho visto. In via Ariberto una volta siamo intervenuti verso persone che avevano i fucili a pompa. Ma finché non capita non ci si pensa”. Il verbale sarà poi chiuso e riaperto alle 22.32 quando l’indagato specifica meglio al dinamica dell’allontanamento dell’arma: “Mi sembra di averlo fatto con la mano e la pistola era sempre vicina ma tolta dalla disponibilità”. Questo avviene attorno alle 18 di lunedì.
Così il poliziotto è arrivato nella zona di Rogoredo
L’agente, assistito dall’avvocato Pietro Porciani, davanti alla Squadra Mobile e al pm Giovanni Tarzia racconta cosa stava facendo prima di arrivare in via Impastato: “Ho fatto un servizio di osservazione in piazzale Corvetto. Alle 17 sento che i colleghi stavano accedendo in un’area boschiva in via Impastato in un posto chiamato La Rotonda. E visto che il servizio non stava andando bene decido di recarmi in via Impastato. I colleghi mi hanno detto di essere in fondo. Mentre entravo a piedi vicino alla ferrovia i colleghi mi dicono di aver fermato uno spacciatore (…). Quando arrivo al gazebo vedo i due in divisa (…) che sono rimasti con la persona arrestata (…). Io e un altro agente andiamo a fare un giro nella zona boschiva”. Ed è qui che il poliziotto vede quelle due sagome, poi una, poi Mansouri che non si ferma all’alt, estrarre l’arma e viene colpito alla testa.