Australian Open, temperature record a Melbourne: cosa prevede il protocollo che ha già “aiutato” Sinner tra le polemiche
Sabato 24 gennaio è stata una giornata caratterizzata da temperature oltre i 40 gradi a Melbourne, dove si stanno giocando gli Australian Open. Ma il peggio deve ancora arrivare. Martedì 27 gennaio infatti è previsto caldo record nella città australiana, con massime che arriveranno fino a 43 gradi nelle ore centrali del pomeriggio, tra le 16 e le 17. Caldo che ha portato gli organizzatori dello Slam australiano ad anticipare il programma, come già accaduto sabato.
Le partite alla Margaret Court Arena inizieranno alle 11:00 australiane (all’una italiana), mentre quelle alla Rod Laver Arena inizieranno alle 11.30 (l’1:30 italiane): il primo match sul centrale sarà quello tra Aryna Sabalenka e Iva Jovic, a seguire ci saranno Alexander Zverev e Learner Tien. Essendo lo stadio dotato di tetto mobile, al raggiungimento del grado 5 dell’AO-HHS (Heat Stress Scale) il match si giocherebbe indoor, con la struttura che si chiuderebbe completamente e con gli impianti di raffreddamento accesi, come accaduto già durante Sinner-Spizzirri.
Si applicherebbe l’Extreme Heat Protocol dell’Australian Open (AO-EHP), fondamentale in giornate calde come quella di sabato e quella prevista martedì. Come sabato, l’obiettivo è quello di provare a terminare la sessione diurna prima delle ore di punta del caldo. Non ci sarà nessun italiano in campo (Sinner e Musetti scenderanno in campo il giorno dopo).
Caldo agli Australian Open: cosa prevede la regola
È già successo sabato e con molta probabilità – viste le temperature da record – accadrà anche domani, martedì 27 gennaio. In caso di caldo estremo, verrà attivato il protocollo AO-EHP. Si tratta di un protocollo che tiene conto di quattro parametri utili a misurare lo stress da calore: temperatura, calore, umidità e velocità del vento. Insieme di fattori che danno vita all’Heat Stress Scale (AO-HHS), che va da 1 a 5. Se il valore dell’HHS è pari a 1, le condizioni per giocare sono ottimali.
Quando invece raggiunge il valore 5, sui campi dotati di tetto, questo viene chiuso e si gioca indoor (con una breve pausa, il tempo delle operazioni di chiusura, come accaduto in Sinner-Spizzirri) con impianti di refrigerazione accesi. L’applicazione della procedura comincerà quando verrà raggiunto un numero di giochi pari o alla fine di un eventuale tie–break. Dunque non nel bel mezzo di un game o in un cambio campo. La sospensione della partita al raggiungimento del grado 5 vale per singolare e doppio maschile e femminile.
Se invece si gioca sui campi laterali – ma a questo punto del torneo i match sono davvero pochi – la partita viene sospesa e si attende poi che la situazione migliori, con i tennisti che verranno avvisati mezz’ora prima di tornare in campo. Se la scala di valutazione tocca il valore 4, si procederà con semplice cooling break per rinfrescarsi, recuperare qualche energia e poi riprendere. Lo stop previsto in questo caso sarebbe di 10 minuti e i tennisti potranno rimanere in campo ma anche tornare negli spogliatoi.