È diventato una star internazionale senza dire nemmeno una parola. Ora, invece, l’operazione che lo vede protagonista sta facendo molto rumore soprattutto nel mondo dei content creator. Khaby Lame, infatti, avrebbe venduto la propria società per 975 milioni di dollari. I grandi numeri sono un elemento ricorrente nella storia di Khaby (classe 2000, originario del Senegal e cittadino italiano dal 2022): oltre 160 milioni di follower su TikTok fanno di lui il personaggio con più seguaci al mondo, e una maxi-transazione legata alla società che gestisce i suoi diritti commerciali da far girare la testa.
Alcune testate economiche internazionali, scrive il “Corriere”, avrebbero avuto accesso a documentazione societaria dalla quale emergerebbe un accordo sottoscritto il 9 gennaio scorso. Documenti ufficiali depositati presso la Securities and Exchange Commission statunitense che confermerebbero la vendita della Step Distinctive Limited, holding che controlla le attività economiche connesse al marchio Khaby Lame. “La società sarebbe stata acquisita – in tutto o in parte, a seconda delle strutture contrattuali, tramite scambio azionari – da Rich Sparkle Holdings Limited, gruppo internazionale attivo nel settore digitale”, si legge sul giornale di Via Solferino.
Una mossa che, sebbene debba ancora essere ufficializzata, si candida a diventare uno spartiacque per l’economia dei creator. Qualcosa di più di una vendita personale, un vero e proprio riassetto industriale. È ancora il “Corriere” a chiarire la portata dell’operazione: “Non si tratterebbe di monetizzare singoli contenuti o campagne pubblicitarie, ma di trasferire il controllo di un ecosistema che ruota attorno a una riconoscibilità globale rarissima. Un volto che non ha bisogno di traduzioni. Un linguaggio che funziona senza parole”. Stando alle indiscrezioni, poi, sul piatto ci sarebbe anche un importante progetto con l’AI in grado di replicare gesti ed espressioni dello stesso Khaby Lame. L’influencer avrebbe infatti dato il consenso all’impiego dei propri dati biometrici per la creazione di un AI Digital Twin, un gemello virtuale perfettamente capace di riprodurre la sua voce e la sua mimica. Il che, tradotto, significa per la holding poter realizzare infiniti contenuti con Lame – o meglio, con il suo alter ego digitale – protagonista. Un segnale forte per il mercato: i creator di fascia alta non sono più testimonial di un marchio, ma essi stessi brand autonomi, valutabili sulla base di logiche finanziarie più che mediatiche.