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“Continuano a perseguitarmi e hanno reso la vita di mia moglie un inferno assoluto, sono disgustosi”: nuovo blitz del principe Harry in tribunale a Londra

il fratello minore di William e’ tornato in città per continuare la sua battaglia contro i tabloid rei di “aver reso la vita di Meghan un inferno”

di Antonella Zangaro
“Continuano a perseguitarmi e hanno reso la vita di mia moglie un inferno assoluto, sono disgustosi”: nuovo blitz del principe Harry in tribunale a Londra

Il nuovo blitz di Harry in tribunale ha conquistato la scena mondiale gettando nuovamente la sua vita e l’immagine della corona, in pasto ai giornali e alle tv. Mentre re Carlo III e i principi del Galles hanno preso le distanze, sopratutto geografiche, fuggendo da Londra, il fratello minore di William e’ tornato in città per continuare la sua battaglia contro i tabloid rei di “aver reso la vita di Meghan un inferno”.

Harry non si è risparmiato e, disattendendo la tradizione reale che prevede di stare il più lontano possibile dalle aule di giustizia e di esporsi in prima persona, ha messo la sua faccia e la storia della sua famiglia in pasto ai giudici. E ai giornali. “Never complain never explain” è sempre stata la regola vigente a corte, quella che ha fatto indossare a Elisabetta II il miglior viso anche davanti alle situazioni peggiori, quella che ha sempre preteso dai membri della famiglia reale un aplomb impeccabile e senza sbavature. Harry, ancora una volta, ha rotto ogni protocollo e non ha esitato a trattare il tribunale come il set televisivo di Opra Winfrey. Con voce esitante, emozione, ma anche fermezza e condanna ha colpito il nemico accusato di aver tentato di rovinare la sua vita, come prima aveva fatto con quella di sua madre, Lady D.
Uno sfogo a cuore aperto contro il Daily Mail ed il gruppo editoriale Associated Newspaper Limited, che lo ha quasi portato alle lacrime. Le vignette realizzate dentro l’Alta Corte di Londra e diffuse sui quotidiani, hanno colto l’espressione spesso contrita e la sua fermezza verso l’obiettivo: cercare giustizia. “Continuano a perseguitarmi e hanno reso la vita di mia moglie un inferno assoluto” attraverso “feroci e persistenti attacchi” e “molestie” con “articoli invadenti e a volte razzisti”. Harry, come un contemporaneo principe, ha impugnato la sua spada giudiziaria per quella che ha definito una “battaglia di civiltà in difesa del diritto alla privacy” nell’interesse pubblico. Un paladino che vuole agire anche pensando alle “migliaia di persone vittime dell’avidità “ di certi giornali disposti a tutto pur di ottenere informazioni. Nella sua reprimenda c’è un giudizio spietato quando definisce “disgustoso” l’atteggiamento in base al quale si considera che i personaggi pubblici non abbiano diritto alla privacy. “Dopo la morte di mia madre – avrebbe aggiunto – nel 1997, quando avevo 12 anni, e il trattamento che le fu riservato dalla stampa, ho sempre avuto un rapporto difficile con loro”.

Tre anni fa, Harry aveva vinto la sua battaglia contro il gruppo editoriale del Mirror, più recentemente ha avuto ragione nel processo contro il ministero dell’Interno britannico che gli aveva negato la scorta pagata con i soldi dei contribuenti. I suoi passaggi nelle aule di giustizia non smettono di rappresentare un motivo di imbarazzo per la Corona, ma Harry non accenna ad arrendersi anche se, secondo alcuni osservatori, questa volta avrebbe misurato meglio l’intensità della sua azione per non contrariare troppo il padre con il quale sta cercando un riavvicinamento. Ma resta la sua determinazione a proseguire, anche se questo lo ha portato ad ammettere che “i Windsor” ed il palazzo, in passato, lo avrebbero “condizionato” ad accettare le loro regole, come “mai lamentarsi, mai dare spiegazione”, condizione che lo avrebbe inibito nella sua volontà di giustizia. Ma da quando si è trasferito in America sbattendo la porta, le regole sono saltate, Harry non ha più freni e chi ha sbagliato deve pagare.

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