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Valigie leggere, pile di libri, telefoni spenti, finestre che danno su campagne, pinete o scorci di mare: ecco cosa sono i “ritiri per la lettura” su TikTok

Come i reading retreats, ritiri dedicati alla lettura, stanno diventando un fenomeno virale su TikTok e un nuovo formato di turismo culturale

di Youssef Taby
Valigie leggere, pile di libri, telefoni spenti, finestre che danno su campagne, pinete o scorci di mare: ecco cosa sono i “ritiri per la lettura” su TikTok

Su TikTok li chiamano reading retreats (“ritiri per la lettura”, ndr) e li raccontano con video brevi e silenziosi: valigie leggere, pile di libri, telefoni spenti, finestre che danno su campagne, pinete o scorci di mare. Negli ultimi mesi questi ritiri di lettura hanno iniziato a circolare sempre più spesso sulle piattaforme, diventando uno dei formati legati al benessere culturale più condivisi online. Non una fuga esotica, ma una pausa organizzata in cui l’attività principale è leggere.

Il fenomeno nasce e si consolida nel mondo anglosassone, soprattutto tra Stati Uniti e Regno Unito, dove diverse realtà propongono soggiorni di più giorni interamente dedicati ai libri. Con un dettaglio ricorrente: molte delle destinazioni scelte si trovano in località calde. Borghi, isole, campagne e centri storici diventano così lo sfondo di reading retreats frequentati in larga parte da un pubblico internazionale. In molti video su TikTok, chi partecipa o organizza questi ritiri spiega il senso dell’esperienza: “Non è una fuga spirituale, ma un modo per riappropriarsi del tempo. Ridare importanza alla lettura e riacquistare il piacere di leggere storie senza pensare alle incombenze”. La frase sintetizza il nucleo del fenomeno: un ritorno alla lentezza e alla concentrazione in un mondo sempre più veloce e connesso. Dal Bel Paese ai Caraibi, il format resta simile: tempo scandito dalla lettura individuale, pasti condivisi, spazi comuni pensati per il silenzio e la concentrazione.

Accanto ai reading retreats si diffondono anche i book retreat, che affiancano alla lettura momenti di scrittura e confronto. In questo caso, il modello si è adattato più rapidamente al contesto italiano. Piuttosto che soggiorni lunghi, si moltiplicano appuntamenti di una o due giornate, spesso organizzati da librerie indipendenti, associazioni culturali o singoli autori. Una formula più breve, che consente di concentrare l’esperienza in un arco di tempo limitato e di renderla compatibile con agende e costi contenuti.

La struttura degli incontri segue uno schema ricorrente. I gruppi sono ridotti, le giornate alternano momenti di lettura individuale, pasti comuni e, nei book retreat, laboratori o discussioni guidate. I luoghi scelti giocano un ruolo centrale: pinete sul mare, residenze storiche, quartieri periferici immersi nel silenzio, isole o piccoli centri lontani dai flussi turistici principali. L’esperienza viene spesso presentata come una sospensione dal ritmo quotidiano, più che come una vacanza tradizionale. A partecipare sono soprattutto donne, di età diverse, dai vent’anni in su. Nei materiali promozionali e nei racconti che circolano online, il retreat viene descritto come uno spazio in cui leggere senza distrazioni e condividere il tempo senza obblighi di esposizione personale. La socialità è presente, ma resta sullo sfondo: si sta insieme leggendo, scrivendo o mangiando allo stesso tavolo, senza un programma centrato sul racconto di sé.

Un elemento centrale resta la dimensione comunitaria. Leggere in silenzio accanto ad altre persone, pur mantenendo un’attività individuale, viene indicato come uno degli aspetti distintivi dell’esperienza. Allo stesso tempo, la diffusione del fenomeno passa in larga parte dai social network, che contribuiscono a costruire un immaginario riconoscibile fatto di lentezza, concentrazione e attenzione per i dettagli. Tra soggiorni all’estero e iniziative locali, i reading retreats e i book retreat continuano così a moltiplicarsi, affermandosi come una delle forme più recenti di turismo culturale ed esperienziale. Un fenomeno che intreccia lettura, viaggio e socialità, e che trova nei libri il suo centro organizzativo.

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