Crime

“State dicendo delle idiozie giuridiche!”: l’avvocato Fabrizio Gallo sbotta a Mattino 5. Le nuove analisi sul caso Garlasco: “Non bisogna avere paura della verità”

Ospite del programma condotto da Federica Panicucci, il legale di Massimo Lovati critica apertamente la richiesta di nuove analisi sul pc di Alberto Stasi: “È inutile che si sbracciano ancora per fare accertamenti”

di Claudio Savino
“State dicendo delle idiozie giuridiche!”: l’avvocato Fabrizio Gallo sbotta a Mattino 5. Le nuove analisi sul caso Garlasco: “Non bisogna avere paura della verità”

Una nuova analisi forense sul computer di Chiara Poggi. È da questo punto che si accende il dibattito sul caso Garlasco tra gli ospiti di “Mattino 5”, il talk show condotto da Federica Panicucci su Canale 5. Nel corso della trasmissione, infatti, la conduttrice presenta le diverse versioni delle parti, a cominciare dalla difesa di Alberto Stasi, l’allora fidanzato condannato in via definitiva per l’omicidio, che ha annunciato di voler estendere le analisi anche al computer della 26enne uccisa nell’agosto 2007. È iniziata da qui una discussione che ha coinvolto anche gli altri ospiti in studio, tra cui l’avvocato di Massimo Lovati, Fabrizio Gallo: “Non dite idiozie, dovete mettervela bene in testa questa cosa”.

A dare il via al dibattito è il comunicato rilasciato dai legali di Alberto Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, che cercano di spostare l’attenzione dal pc del condannato a quello della vittima, l’unico su cui, a loro avviso, si potrebbero riscontrare eventualmente nuovi elementi. “La difesa Stasi estenderà l’analisi forense, a questo punto, anche al computer di Chiara Poggi, per tutto quanto di interesse. Se un incidente probatorio deve essere promosso, infatti, alla luce delle nuove indagini in corso, è proprio su questo computer e non certo su quello di Alberto Stasi”, sottolineano i due avvocati.

Su questo punto è arrivata la replica di Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi: “Sempio è indagato in concorso con Stasi, quindi qualsiasi accertamento su di lui non solo è opportuno ma doveroso”, precisa l’avvocato. Che poi aggiunge: “Non capisco la difesa di Stasi a che titolo stia parlando: l’incidente probatorio è finito e con questo anche il loro inedito ruolo di legali del terzo interessato”: “Se e qualora dovessero promuovere un giudizio di revisione, ben sanno che la famiglia Poggi sarà chiamata a partecipare. Si presuppone che, anche in questo frangente, la linea sarà quella da sempre tenuta e che trova riscontro nell’unica sentenza passata in giudicato”, conclude il legale.

Un comunicato che Grazia Longo, in collegamento con lo studio, ha tentato di spiegare, sottolineando la posizione della parte civile: “La famiglia Poggi, che è molto convinta sia stato Stasi, si è concentrata su un eventuale movente relativo alla sua condanna”, precisa la giornalista. “Proprio per quello che ha detto, il fatto che Stasi potrebbe aver visto qualcosa sul computer di Chiara, non crede che sia importante analizzare anche il computer di Chiara Poggi ai fini dell’indagine?”, chiede a quel punto Panicucci. Netta la posizione di Longo in merito: “Sì, assolutamente sì. Secondo me va bene l’analisi del computer di Stasi, è altrettanto importante la verifica di quello di Chiara Poggi. L’ho detto dall’inizio di questa inchiesta: non bisogna avere paura della verità. Nonostante io sia convinta dell’innocenza di Sempio, ben vengano ulteriori accertamenti”, commenta Longo.

Ed è a questo punto che interviene Fabrizio Gallo. L’avvocato di Massimo Lovati sembra prendere con fermezza le distanze dalla versione dei legali della famiglia Poggi, che avevano definito “doveroso” qualsiasi ulteriore accertamento sul condannato: “L’accertamento sul computer di Stasi è inammissibile. È inutile che si sbracciano ancora per fare accertamenti. È stato giudicato, sono state fatte delle perizie, non dite idiozie su queste cose, perché dite delle idiozie giuridiche, l’unico esperimento che si deve fare è sul computer di Chiara, dovete mettervela bene in testa questa cosa”, commenta Gallo.

L’intervento del legale, che usa parole forti per definire quanto detto fino a quel momento, scatena il caos all’interno dello studio, con le voci dei vari ospiti che si accavallano disordinatamente. A rimettere ordine è l’avvocata Elisabetta Aldrovandi, che sposta la discussione su un piano più tecnico: “Perché Alberto Stasi è indicato nel capo d’imputazione di Sempio? Perché è stato condannato in via definitiva, non perché nei suoi confronti si possa esperire ulteriore attività di indagine. Un incidente probatorio su un computer, già oggetto di perizia durante il processo di primo grado, è inammissibile. Mentre invece in un eventuale processo a carico di Sempio, il pubblico ministero potrebbe chiedere una consulenza tecnica d’ufficio sul computer di Chiara Poggi, per determinare il movente di Andrea Sempio, che oggi è indagato per l’omicidio di Chiara Poggi e nei cui confronti vanno esperite le indagini”, spiega Aldrovandi.

Sul tema interviene anche Stefano Zurlo, che spiega invece perché a suo avviso andrebbero effettuate nuove analisi sul pc di Stasi: “Abbiamo visto Porta e Occhetti (due periti informatici, ndr) che ci hanno spiegato con un’indagine propria che Chiara non ha visto nessuna foto (di natura pornografica sul computer di Stasi, ndr), mentre la parte civile dice che lei le ha viste. Questo è un aspetto che va chiarito”, conclude il giornalista.

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