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“La rivoluzione in Iran è necessaria. Tenete duro! Il popolo iraniano non ha conosciuto la libertà per secoli”: l’appello di Madonna

La popstar si schiera con le donne iraniane: "Sono disposte a morire per ciò in cui credono. Tenete duro!"

di Redazione FqMagazine
“La rivoluzione in Iran è necessaria. Tenete duro! Il popolo iraniano non ha conosciuto la libertà per secoli”: l’appello di Madonna

Madonna dal suo profilo Instagram ha espresso il suo sostegno alle proteste contro il regime di Teheran, aggiungendo una riflessione sulla libertà: “Diamo così tanto per scontato, me compresa. La libertà di viaggiare per il mondo. Di indossare ciò che voglio. Di cavalcare un cavallo attraverso il deserto”.

“Di parlare liberamente e di non essere messe a tacere da punizioni, torture e forse dalla morte. – ha continuato – Di cantare. Di ballare. Di scegliere il mio percorso spirituale, non quello di qualcun altro”.

E quindi: “Tenete duro! Mentre rifletto sul mio tempo in Marocco durante le vacanze, penso a tutte le persone in Iran che stanno combattendo una rivoluzione tanto necessaria e sono disposte a morire per ciò in cui credono”.

“Le donne iraniane – sottolinea Madonna – non hanno questa libertà. Io sono con loro. Il popolo iraniano non ha conosciuto la libertà per secoli. Non posso affermare di conoscere veramente le sofferenze che sono state sopportate, ma i miei pensieri e le mie preghiere sono con il popolo iraniano. Il momento è adesso. Tenete duro! Sono con l’Iran. Che le loro voci siano ascoltate. Iran libero!”.

E dal mondo del cinema anche il regista vincitore della Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes, Jafar Panahi, al Guardian, è intervenuto sulla questione: “È impossibile per questo governo reggersi in piedi in questa situazione. Anche loro lo sanno. Sanno che sarà impossibile governare il popolo. Forse il loro unico obiettivo in questo momento è portare il Paese sull’orlo del collasso totale e cercare di distruggerlo”. Il regista è stato condannato a un anno di carcere in contumacia per “attività di propaganda” contro il regime e in passato messo in custodia due volte per avere protestato contro l’arresto di altri cineasti e sostenuto proteste anti governative nel 2010.

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