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Il principe William ha assunto una “crisis manager” per risolvere i guai della famiglia reale (e gestire il ritorno di Harry & Meghan): ecco chi è e perché “non è un caso”

L'erede al trono arruola un'esperta di comunicazione per affrontare scandali e problemi della famiglia reale, incluso il ritorno di Harry e Meghan

di Antonella Zangaro
Il principe William ha assunto una “crisis manager” per risolvere i guai della famiglia reale (e gestire il ritorno di Harry & Meghan): ecco chi è e perché “non è un caso”

A mali estremi, estremi rimedi; così il principe William ha preso in mano la situazione e, per fronteggiare scandali e grane già all’orizzonte del 2026, ha schierato l’artiglieria pesante. La corte dei Windsor, infatti, si è dotata di una Crisis Manager, una esperta capace di risolvere i peggiori grattacapi, con la promessa di lasciare la corona senza macchia, soprattutto mediatica. Un nuovo gioiello che si andrebbe ad aggiungere allo staff di coordinamento tra il sovrano e Kensington Palace, che gestisce gli interessi di William e Kate.

Il nome prescelto sarebbe quello di Liza Ravenscroft, un tassello importante nella strategia di contenimento voluta dall’erede al trono per affrontare nubi vecchie e nuove che offuscano il cielo del travagliato regno britannico. Sul suo curriculum, disponibile su Linkedin, figura un passato da giornalista per la Bbc e France24, poi il salto nella comunicazione come capo delle relazioni esterne globali per la compagnia di bandiera britannica, British Airways e la catena alberghiera Marriott.
Nell’ultimo anno e mezzo Liza Ravenscroft ha lavorato per l’agenzia di comunicazione Edelman, il cui titolare avrebbe ricoperto a lungo il ruolo di segretario della comunicazione di re Carlo III. Sarebbe stato proprio il suo ex capo, Julian Payne, a definirla come una ottimista implacabile, un “bulletproof sunshine”, sempre solare e positiva, a prova di “proiettile”.

A confermare il ruolo fondamentale di Payne nella scelta del palazzo, ci sarebbe anche il Daily Mail che avrebbe evidenziato come “non può essere un caso che una delle figure più rispettate del suo staff abbia assunto un incarico negli uffici del principe William dopo un periodo tumultuoso e dopo l’allineamento di Kensington Palace e Buckingham Palace in preparazione della successione”. Eppure, dal quartier generale dei principi del Galles si è voluto sottolineare che “Liza ha raggiunto l’ufficio stampa di Kensington Palace con un ruolo che non è basato sulle crisi, ma per lavorare quotidianamente sull’interazione con la stampa”. Ai più attenti osservatori delle vicende (assai travagliate) della corona, però, tutto questo non può che apparire in assoluta linea di continuità con l’intento di William di cambiare le cose.

Così come reso esplicito nelle sue recenti dichiarazioni rilasciate durante l’episodio della serie The Reluctant Traveller al quale ha partecipato, il principe del Galles ha preso in mano il timone per salvare la nave che un giorno, forse neanche troppo lontano, dovrà capitanare. Seduto al tavolo di un pub aveva confessato all’attore Eugene Levy la sua intenzione di voler cambiare le cose: “Non ho paura” aveva scandito l’erede al trono mentre passeggiava nel parco del castello di Windsor con il suo cane e le telecamere attente a coglierne ogni espressione, ogni emozione. “Non saranno cambiamenti radicali – aveva aggiunto – ma cambiamenti che dovranno accadere”.
E così, mentre lo spettro del ritorno in patria di Harry e Meghan si fa sempre più preoccupante, William e famiglia non vogliono farsi trovare impreparati. Con l’aiuto di una professionista sperano di anticipare le mosse dell’astuto duca del Sussex che, dopo aver vinto la sua battaglia con il ministero dell’Interno, finalmente si è visto riconosciuto il diritto ad avere una scorta ufficiale della polizia per sé e per la sua famiglia quando in visita nel Regno Unito; svolta che riporterà anche la Markle a calpestare il suolo britannico già dalla prossima estate quando a Birmingham inizieranno le cerimonie in attesa degli Invictus Games del 2027.
Tutti si aspettano che da questo momento in poi i viaggi di Harry a Londra andranno ad intensificarsi, magari con la speranza di vedere una riappacificazione tra padre e figlio e soprattutto tra i due fratelli.

Re Carlo III avrebbe già dimostrato la sua buona predisposizione verso il perdono mentre William no. E qui entrerà in gioco l’esperienza della crisi manager che dovrà arginare le ambizioni mediatiche dei Sussex per non spegnere il favore verso i Wales. Ci sono poi le questioni ancora aperte e relative all’ex principe Andrea che ancora non accenna a fare le valige per lasciare il Royal Lodge dal quale è stato sfrattato da tempo, per poi scomparire definitivamente nell’oblio insieme alla ex moglie che, seconde alcuni rumors, avrebbe ricevuto offerte molto interessanti da case editrici americane per scrivere una biografia che rischia di diventare una nuova bomba sulla corona. A palazzo oggi non si vuole più solo gestire l’emergenza, William ha dimostrato di avere tutta l’intenzione di prendere le redini della narrativa e trasformare ogni tossicità in un passaggio morbido per il suo futuro sul trono.

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