Crime

Delitto di Garlasco, “Le Iene” condannate per diffamazione aggravata: “Insinuato il coinvolgimento di Stefania Cappa”

Per il giudice il servizio tv del 2022 ha accreditato dichiarazioni ritenute inattendibili, suggerendo un ruolo della cugina di Chiara Poggi nell’omicidio. Multa e risarcimento alla parte civile

di Redazione FqMagazine
Delitto di Garlasco, “Le Iene” condannate per diffamazione aggravata: “Insinuato il coinvolgimento di Stefania Cappa”

È stata una diffamazione aggravata l’aver insinuato, nel corso di uno speciale televisivo de Le Iene, un possibile coinvolgimento di Stefania Cappa nell’omicidio della cugina Chiara Poggi. Lo scrive nero su bianco la giudice della III sezione penale di Milano, Sara Faldini, nelle motivazioni della sentenza con cui, a fine aprile 2025, ha condannato l’autore del servizio Riccardo Festinese e il conduttore Alessandro De Giuseppe. La notizia del verdetto emerge solo oggi dopo che il programma di Italia è ritornato con insistenza sul caso e riproponendo quella che è stata sempre solo una boutade giornalistica, priva di qualsiasi appiglio in qualsiasi delle inchieste aperte sul delitto di Garlasco.

Il servizio incriminato, andato in onda nel maggio 2022 con il titolo “Speciale Le Iene, delitto di Garlasco, la verità di Alberto Stasi”, secondo la giudice ha “evidentemente” portato lo spettatore a ritenere che Stefania Cappa potesse avere avuto un ruolo nell’omicidio della studentessa, avvenuto il 13 agosto 2007. Un’insinuazione realizzata, in particolare, attraverso il richiamo alle dichiarazioni dell’operaio Marco Muschitta, già ritenute “assolutamente inattendibili” dal giudice per l’udienza preliminare di Vigevano nella prima sentenza del 2009 che aveva assolto Alberto Stasi.

Per questi fatti, i due imputati sono stati condannati a una multa di 500 euro ciascuno e al risarcimento della parte civile, Stefania Cappa, assistita dagli avvocati Gabriele Casartelli e Matteo Bandello, con una provvisionale di 10mila euro. Le motivazioni della sentenza, depositate a fine ottobre, sono state rese note solo ora. Secondo la giudice, il programma ha fornito una “rappresentazione parziale” dei fatti, omettendo di chiarire che le dichiarazioni di Muschitta erano state giudicate inutilizzabili e prive di rilevanza probatoria. Le sentenze, sia di assoluzione sia di condanna nei confronti di Stasi, “nemmeno analizzano” quelle dichiarazioni, proprio a dimostrazione della loro irrilevanza. Stefania Cappa, viene ribadito, “non è mai stata indagata” per l’omicidio.

Il procedimento per diffamazione, chiarisce il provvedimento, è del tutto distinto dalla complessità della vicenda giudiziaria del caso Garlasco: restano fuori dal processo le presunte criticità del procedimento a carico di Stasi, condannato in via definitiva, così come la recente riapertura delle indagini che vede Andrea Sempio nuovamente indagato dalla Procura di Pavia. La giudice ha inoltre sottolineato come il servizio fosse costruito in modo tale da provocare una reazione emotiva nella donna, pur riconoscendo che Stefania Cappa mantenne un atteggiamento “deciso ma pacato”.

Nonostante la condanna, Le Iene sono tornate a occuparsi del caso Garlasco nell’ultima puntata, presentando due presunte testimonianze inedite su presenze nei pressi della villetta dei Poggi la mattina del delitto. Due testimonianze che – se veritiere e confermate secondo il programma – potrebbero dare sostanza alla testimonianza dell’operaio Marco Muschitta, che aveva detto di aver visto uscire, quella mattina, da via Pascoli, dove si trova la casa dei Poggi, una ragazza bionda in bici. Deposizione che, appunto, è stata dichiarata inattendibile dagli inquirenti e dai giudici. In apertura di trasmissione, gli autori hanno precisato di essere stati condannati in primo grado per diffamazione nei confronti della famiglia Cappa e di aver presentato ricorso in appello, ribadendo la volontà di proseguire l’inchiesta giornalistica.

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