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Referendum, superate le 300mila firme contro la riforma Nordio: in venti giorni la raccolta completata al 60%

Per sottoscrivere l'iniziativa c'è tempo fino al 30 gennaio, termine prima del quale il governo non potrebbe fissare la data delle urne. Ma Meloni ha confermato l'intenzione di forzare
Referendum, superate le 300mila firme contro la riforma Nordio: in venti giorni la raccolta completata al 60%
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A venti giorni dalla scadenza, il traguardo è sempre più vicino. Hanno superato quota 300mila in venti giorni le firme a sostegno dell’iniziativa popolare per il referendum sulla riforma Nordio, disponibile dal 22 dicembre sul sito del ministero della Giustizia (qui per firmare con Spid o Carta d’identità elettronica). L’obiettivo delle 500mila sottoscrizioni è ormai completo al 62%: per raccoglierle c’è tempo fino al 30 gennaio, quando scadranno i tre mesi dalla pubblicazione della legge costituzionale in Gazzetta ufficiale.

Secondo la prassi seguita finora, il governo non potrebbe fissare la data del voto prima di quella scadenza, proprio per permettere ai promotori dell’iniziativa, un gruppo di 15 giuristi capitanati dall’avvocato Carlo Guglielmi, di completare la raccolta e accedere alla campagna referendaria come soggetto costituzionalmente tutelato. La premier Giorgia Meloni, però, ha confermato che l’intenzione è quella di deliberare già nel prossimo Consiglio dei ministri, convocando le urne per domenica 22 e lunedì 23 marzo (l’indizione formale spetterà poi al presidente della Repubblica). Per farlo, la maggioranza vuol sfruttare la richiesta di referendum già depositata dai parlamentari e ammessa dall’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione. I promotori, però, hanno già annunciato ricorso al Tar se il governo andrà dritto per la sua strada: come ha spiegato al Fatto il loro avvocato, il testo del quesito depositato dai giuristi “è diverso da quello che è già stato ammesso”, perciò ci sarebbe spazio perchè la Cassazione, in caso di successo della raccolta firme, decida di modificarlo.

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